Lungo un tratto dell’antica Via Postumia, l’odierno Corso Cavour, in prossimità di Porta Borsari, si trova l’arco d’accesso ad un cortiletto sul quale fa bella mostra di sé la fiancata meridionale della chiesa romanica di San Lorenzo.
Costruita probabilmente su preesistenze romane e paleocristiane, la struttura che ora ammiriamo risale al periodo posteriore al terremoto del 1117.
Il romanico veronese mostra l’alternanza del tufo e del cotto, colori molto caldi ricavati dall’arenaria delle colline e dall’argilla della pianura. Qui troviamo anche alcuni brani di muratura con ciottoli di fiume a spina di pesce, legati a malta, che interrompono la linearità del tufo e del mattone.
Questo edificio di culto è uno dei più belli e particolari di tutto il nostro territorio grazie alla bicromia del tessuto murario, alla presenza delle torri scalari in facciata, alla planimetria che rispecchia i modelli cluniacensi con le cinque absidi rivolte ad oriente ed i matronei perfettamente conservati all’interno.
L’ingresso attuale sfrutta un’entrata laterale protetta da una loggetta rinascimentale aggiunta durante i vari lavori di restauro-abbellimento della chiesa all’epoca del Rettore Matteo Canato di cui si riconosce lo stemma sul pronao.
La facciata della chiesa con piccolo rosone e protiro pensile, è abbellita dalle due torri circolari di sapore normanno che nascondono le scale che venivano usate per raggiungere i matronei.
Tra il fianco nord ed il fiume vi sono quattro colonne con capitello corinzio, resti dell’oratorio ottocentesco distrutto durante l’ultima guerra.
Nonostante le modifiche e le aggiunte subite attraverso i secoli, l’interno, semplice come si addice a qualsiasi chiesa romanica, è maestoso per la purezza e la perfezione delle forme, il tetto mostra una copertura a capanna e le navate sono scandite da pilastri cruciformi che danno slancio e maggior verticalità di quanto si possa immaginare dall’esterno.
Da notare alcuni capitelli di epoca romana nella navata centrale e di epoca carolingia nella laterale.
L’altare maggiore presenta una pala cinquecentesca di Domenico Brusasorci raffigurante la Madonna con Bambino, San Lorenzo, Sant’Agostino e San Giovanni Battista.
La navata destra, in corrispondenza dell’ingresso laterale, è arricchita da affreschi del Trecento e del Cinquecento; a quest’ultimo periodo appartengono i sepolcri delle famiglie Cagalla e Nogarola, entrambi rinascimentali. Nella navata sinistra, verso i gradini del presbiterio, vi è un altro sepolcro della famiglia Valmarana-Nogarola risalente al Seicento.
Alla base della torre scalare a sinistra dell’ingresso laterale vi è la statua in marmo di Carrara di Maddalena di Canossa del 1991.
Il campanile che si nota nel piccolo sagrato d’ingresso risale al Quattrocento.
ASSO GUIDE VENETO
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