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lunedì 11 gennaio 2010
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“Santa Lùssia la vien de note, con le scarpe tutte rote, el capel da bersaglier, santa Lùssia la vien dal ciel”, così recitava la filastrocca che sentivo recitare quando ero bambina.
Santa Lucia è una figura particolarmente cara ai bambini veronesi. Infatti la notte tra il 12 e il 13 dicembre la santa entra nelle case attraverso i camini e porta i doni ai bambini buoni e il carbone ai più birichini. Nel suo lavoro è accompagnata da un aiutante, il castaldo, e da un asinello, “il musseto”.
La sera del 12 dicembre si deve lasciar da mangiare sulla tavola; in famiglia ogni componente, adulti compresi, deve preparare un piatto vuoto che la Santa riempirà di dolci, tra cui le immancabili "pastefrolle di S. Lucia". In questa sera i bambini vanno a letto presto e chiudono forte forte gli occhi, nel timore che la Santa li accechi con la cenere, se li trova svegli.
S. Lucia si annuncia con un suono di tromba.
Vari storici dei secoli scorsi fanno concordemente risalire la tradizione al XIII secolo, quando si diffuse a Verona una pericolosa malattia agli occhi che colpiva soprattutto i bambini. Genitori e familiari invocarono l’intervento di Santa Lucia, protettrice della vista, per far cessare l’epidemia, promettendo (facendo voto) di portare ogni 13 dicembre i loro figli in pellegrinaggio a piedi scalzi alla sua chiesa.
Ottenuta la guarigione rimase la tradizione dell’annuale pellegrinaggio votivo, inizialmente nella chiesa di Santa Lucia Intra (in corso Porta Palio, soppressa in periodo napoleonico) e poi in piazza Bra nella chiesa di Santa Agnese (demolita nel 1837 per far posto all’attuale municipio), in cui era conservata una pala di Bernardino India con le Santa Agnese e Lucia.
La stagione fredda non invogliava certo ad una passeggiata a piedi nudi e non era facile convincere i bambini a lasciare scarpe e calze a casa! Ma l’arguzia dei genitori superava la ritrosìa dei figli: con la promessa che Santa Lucia avrebbe riempito scarpe e calze di doni e dolciumi, li convincevano a partecipare al pellegrinaggio.
Non sappiamo quando cessarono i pellegrinaggi a piedi scalzi, ma l’abitudine di accompagnare i figli nella chiesa di Piazza Bra continuò fino alla sua soppressione.
L’affluenza di tanti bambini e genitori riuniti nella piazza più grande di Verona, richiamava la presenza di venditori di dolciumi e giocattoli da ogni parte del Veneto (incoraggiando i genitori ad acquistare doni per i bimbi e mantenendo, di fatto, viva la tradizione).
Così è nata la tradizione dei “banchèti de santa Lussia”.
Tre giorni prima del 13 dicembre piazza Bra, la piazza centrale della città su cui si affaccia l’Arena, si riempie di colori, suoni e profumi indimenticabili. Nelle bancarelle ricoperte di tende, si vendono giocattoli, dolci e altri oggetti da regalo, anche per gli adulti.
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