
Fino agli
anni Cinquanta le donne usavano lavare i panni presso i
lavatoi pubblici. In questi luoghi era possibile lavare la biancheria di grandi dimensioni ed ovviare alla mancanza di acqua nelle case.
La mattina molto presto
gruppi di donne raccoglievano i panni sporchi e, a piedi o con gli asini, si incamminavano verso i lavatoi.
Si portavano anche i bambini piccoli perchè il lavoro durava tutta la giornata.
Infatti si sceglieva una giornata di sole in modo da riportare a casa il bucato già asciutto. Il
lavoro delle lavandaie era molto faticoso: si lavavano a mano panni molto pesanti, essendo costituiti da trame larghe.
I capi venivano immersi i tre grandi vasche, due per lo sporco e la terza per sciacquare, per poi essere strizzati con forza. Per strofinare si utilizzava il bordo del lavatoio, costituito da pietre scanalate.
Gli
strumenti del mestiere delle lavandaie erano il
sapone, la
cenere e la
creta. Il sapone veniva creato in casa utilizzando il grasso del maiale, l’olio e la soda ed usato per lavare ed igienizzare i capi. La cenere, preparata secondo una ricetta antichissima, veniva usata come candeggina e la creta per sgrassare.
Una volta alla settimana in tarda serata l’acqua veniva cambiata da alcune volenterose che spesso recuperavano fazzoletti, calzini, fibbie, bottoni e alcuni pezzi dispersi di sapone. Il giorno seguente le donne si recavano lì prestissimo, anche alle due del mattino, per prendere il posto e poter usufruire dell’acqua pulita.
I lavatoi erano un posto in cui si
socializzava molto. Le donne parlavano di sé e della propria famiglia, si scambiavano ricette, ci si consolava per la fatica del vivere quotidiano, si cantavano canzoni e si spettegolava sui fatti avvenuti in paese. Le lavandaie delle famiglie benestanti erano le più divertenti perché mettevano in piazza i segreti dei signori.
Le donne che avevano
fretta invece erano sempre silenziose e concentrate solo sul loro lavoro. Inoltre a volte era difficile
andare d’accordo con tutte: spesso si finiva per accusarsi a vicenda di aver sporcato l’acqua dell’altra o di non aver rispettato il turno.Passeggiando per alcune zone del territorio veronese si possono vedere numerosi lavatoi. Si tratta della
Valpolicella, dove si distingue il paese di
Marano di Valpolicella, e della
Lessinia.