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Il Torototela, maschera del Carnevale veronese

Scritto da Serena Bonaldi
lunedì 08 marzo 2010

Il Torototela, maschera del Carnevale veronese“A mi me piase la polentina, specialmente col baccalà, torototela, torototà” così cantava il Torototela, una delle maschere più care ai veronesi.

Anche quest’anno il Venerdì Gnocolar è stata una grande festa. Tuttavia si sentiva che mancava qualcosa o meglio qualcuno. Tra coloro che sfilavano non c’era il Torototela, maschera di San Michele Extra. Infatti lo scorso anno è scomparso Ilio Ferrante, il simpatico signore con i baffoni che interpretava questo personaggio.

Durante le sfilate di Carnevale girava con i suoi tricicli, pieni di bandiere e stendardi del Chievo Verona, la squadra di calcio di cui era grande tifoso, e cantava la sua mitica filastrocca. Si presentava con un misero vestito da mendicante ed agitava un bastone con appesi dei pupazzi di pezza.
Non è mai mancato alla grande sfilata del Venerdì Gnocolar. Inoltre era particolarmente generoso e disponibile. Portava la sua allegria a tutti: tra i bambini delle scuole e tra gli anziani degli ospizi.

Il signor Ilio aveva cominciato a vestire i panni del Torototela negli anni Ottanta. Egli riprese la tradizione di una maschera nata nel 1935 dalla fantasia di Ottaviano Finetto, un pover'uomo di Roveredo di Guà. Dopo essersi trasferito a Ponte Florio egli cominciò a pensare ad un modo per guadagnare un po’ di soldi. Attratto dai cantastorie si inventò una maschera per esibirsi come artista di strada. Cominciò quindi a girare per le strade della città cantando filastocche e manovrando con una leva dei pupazzi legati ad un lungo bastone.  Era chiamato El Torototela, il nome dialettale di uno strumento a corde, una specie di chitarra, usato in Frìuli per animare gli antichi filò.

 
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