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La Festa delle Fave a San Giorgio di Valpolicella

Scritto da Serena Bonaldi
lunedì 10 novembre 2008
La Festa delle Fave a San Giorgio di ValpolicellaOgni anno la seconda domenica di Novembre nel paesino di San Giorgio di Valpolicella, detto San Giorgio Ingannapoltron, si rinnova un’antica tradizione: la festa delle fave.
Si tratta di una celebrazione di origine pagana molto sentita dagli abitanti di questo storico borgo medievale.

Protagonista della festa sono le fave, cibo povero ma soprattutto legato al mondo dei  morti e ai riti ad essi connessi. Secondo un’antichissima tradizione, presente nel Veronese e non solo, le fave erano un cibo rituale da consumare in onore e spesso anche sulle tombe dei parenti defunti.
Infatti si riteneva che attraverso di esso il mondo dei viventi potesse comunicare con quello dei trapassati. Cominciò allora a diffondersi la pratica di distribuire le fave in occasione dei riti connessi alla commemorazione dei defunti, come il giorno del 2 novembre e il suo ottavario.
In memoria di questa antica tradizione gli abitanti di San Giorgio di Valpolicella cucinano la cosiddetta supa de fae, una zuppa a base di fave.

Gli ingredienti principali della ricetta prevedono fave, verze, patate, sedano, cipolla, timo e salvia. Dopo essere state sgranate, le fave vengono messe in ammollo per due giorni affinchè si ammorbidiscano. Quindi una piccola parte di esse viene sbucciata perché cuocendo si disferanno e daranno consistenza cremosa alla zuppa. Si procede portando a metà cottura le fave in acqua bollente, condita con sale e olio. Si aggiungono poi tutte le altre verdure tagliate a pezzetti e si ultima la cottura.

Gli abitanti di San Giorgio di Valpolicella conservano gelosamente il nome di alcuni ingredienti segreti che rendono speciale ed unica questa zuppa. Si sa soltanto che si tratta di alcune erbe di campo che permettono di aromatizzare ed armonizzare la minestra.

Il giorno della festa un grande paiolo contenente la minestra di fave viene issato sopra un’apposita pietra, posta nella piazza del paese. Si procede quindi a distribuire la zuppa sia agli abitanti del centro che agli ospiti.
Infatti sono molti coloro che ogni anno accorrono nel piccolo centro per degustare la zuppa di fave e per vivere l’atmosfera che si crea attorno alla celebrazione della festa.