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Oratorio di San Rocco a Villafranca

Scritto da Serena Bonaldi
mercoledì 19 maggio 2010
Oratorio di San Rocco a VillafrancaAlla periferia nord del comune di Villafranca sorge il santuario dedicato a S. Rocco, santo taumaturgo, molto venerato fin dal Medioevo per scongiurare o superare le malattie. 

L'oratorio di San Rocco si aggiunse, come ex-voto per la peste, alle due chiesette di cui già disponeva Villafranca in quell'epoca: S.Maria, all'interno del Castello e S. Giovanni della Paglia, dei cavalieri Gerosolimitani.

L'oratorio di San Rocco è una delle più antiche chiese di Villafranca.
Gli storici sono incerti sulla data di costruzione, collocandola alcuni alla fine del 1400, altri a qualche anno più avanti, tenendo anche conto che una forte epidemia di peste scoppiò nelle campagne veronesi nel 1511, in coincidenza con la guerra di Venezia contro francesi, tedeschi, spagnoli e altri.

La chiesa ha una struttura a navata unica, abside poco sporgente, tetto spiovente.

La facciataè interamente ricoperta da affreschi attribuiti agli artisti della scuola di Domenico Morone (1442-1518), uno dei più importanti artisti che operarono nel Veronese a cavallo tra il Quattrocento e il Cinquecento. Essa riporta le immagini di una crocifissione con Maria e i Santi (tra cui Rocco) e una Madonna in Trono. S. Rocco è pure raffigurato nella nicchia che sovrasta il portale. Inoltre si può notare un particolare molto interessante: sopra il portale è raffigurato il Castello com’era alla fine del ‘400.

All’interno c'è un altro ciclo di affreschi realizzato da una bottega veronese all'opera all'inizio del Cinquecento. Di questi affreschi, restaurati, si possono ammirare la Fuga in Egitto, San Rocco, e la Madonna in trono. Sull'altare si può ammirare una pregevole Madonna Lignea del XV secolo tra le più preziose conservate sul territorio. All'interno sono conservati anche una pala seicentesca con San Rocco, San Gerolamo e San Sebastiano, copia di un originale del XVI secolo portato via dalle truppe spagnole, e un ovale-lobato con la Madonna e San Filippo Neri della scuola del Balestra (XVIII secolo).