CittadiVerona.it il portale n° 1 degli Eventi a Verona

Italiano English Deutsch Español Français
Eventi Cultura Locali e Turismo a Verona
Home Page arrow utenti

Palladio e Villa Serego a Santa Sofia di Pedemonte

Scritto da Serena Bonaldi
martedì 23 settembre 2008
Palladio e Villa Serego a Santa Sofia di PedemonteNon appena si sente il nome del grande architetto Andrea Palladio si pensa subito alle ville venete da lui realizzate ed in particolare a Villa Almerico Capra Valmarana, meglio conosciuta come La Rotonda (Vicenza, 1566), e Villa Maser (Treviso, 1554).
Traccia del genio di questo artista è presente anche nel veronese.

Nel cuore della Valpolicella, a Santa Sofia di Pedemonte, sorge Villa Serego, che costituisce una delle ultime fabbriche di villa progettate dall’architetto. Egli iniziò i lavori nel 1565, quando il proprietario, Marcantonio Serego, decise di rinnovare radicalmente il complesso ereditato dal padre molti anni prima.

La villa è particolare sotto più punti di vista. Innanzitutto per la collocazione: è isolata rispetto alle altre ville di Palladio, attivo soprattutto nella zona tra Vicenza e Venezia. Questo si spiega, tuttavia, con le origini vicentine del committente.

In secondo luogo l’impostazione architettonica è diversa rispetto alla quella della villa-tipo. Palladio rinuncia alla residenza centrale per articolare la struttura attorno ad un cortile centrale, probabilmente in applicazione dello schema delle antiche ville romane.

Infine per quanto riguarda i materiali il grande architetto opta per una soluzione unica nel suo repertorio. Ai soliti mattoni e intonaco egli preferisce dei grossi rocchi di pietra giallastra, proveniente dalle vicine cave proprietà dei Serego. Il risultato sono enormi colonne ioniche che trasmettono una sensazione di potenza mai raggiunta in nessun’altra villa.

Il colonnato di Villa Serego è una struttura potente e quasi arcaica, che si stacca dalla raffinata eleganza delle altre ville palladiane, nonostante mattone e intonaco siano materiali meno nobili della pietra.

Purtroppo solo una piccola parte del complesso disegnato da Palladio nei Quattro Libri dell’Architettura vide la luce: è stata realizzata solo metà della corte impostata a portico e loggia con un colonnato gigante. Si ipotizza infatti che i lavori siano stati definitivamente interrotti con la morte di Marcantonio Serego, avvenuta negli anni ’80 del Cinquecento. Inoltre successivamente la villa subì notevoli mutamenti ad opera dell’architetto Luigi Trezza, ma non tali da oscurare l’opera di Palladio.

In occasione del 5° centenario dalla nascita di Andrea Palladio (1508-2008), Santa Sofia ha voluto rendere un tributo speciale al grande architetto. Per celebrare l’evento è stato preparato un vino ad hoc: De Divino Palladio. Si tratta di un'edizione limitata di Amarone della Valpolicella Doc Classico. Ognuna della 5597 bottiglie è numerata, firmata, chiusa con gommalacca, come spetta ai grandi vini da collezione, e posta in un elegante cofanetto in legno massiccio.

Inoltre nel 2007 l’azienda ha ideato un concorso internazionale per la realizzazione dell’etichetta, che ha visto confrontarsi architetti, grafici, designer e artisti. Infine è stata realizzata una pubblicazione dal titolo "Palladio Santa Sofia Amarone" che narra la cronaca di questa vera e propria avventura.