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Biagio Antonacci al Filarmonico di Verona

Scritto da Elena Scarazzati
venerdì 06 marzo 2009

 

Biagio Antonacci al Filarmonico di VeronaSarà che da poco era passato San Valentino, sarà che noi donne siamo sempre molto romantiche e inclini alla tenerezza, il fatto è che il Teatro Filarmonico di Verona martedì 16 febbraio era gremito del calore e della gioia di tantissime donne, e pochi uomini, trascinati dalle loro donne, per sentire il bel Biagio cantare e suonare in una versione “minimal” davvero ben riuscita.

Il sipario si è alzato e sulla scena è comparso un improbabile psicologo, interpretato da Alfonso Violante, il quale indossando degli occhiali psichedelici dona gioia e serenità ai suoi pazienti facendo loro indossare occhiali simili ai suoi. Lo sketch è servito per introdurre Biagio, che si è raccontato e ci ha raccontato le sue emozioni attraverso le sue canzoni.

Imbracciata la sua chitarra e rimanendo seduto sulla poltroncina ci ha deliziate come solamente lui sa fare. Arriverà poi Saverio Lanza, eccezionale professionista, il quale, dopo una breve esperienza con i Rock Galileo, ha trovato una collaborazione e una amicizia con Antonacci.
Mi è davvero piaciuto sentirlo suonare una canzone dei Rolling Stones “Angie”: un duo davvero affiatato, si sono alternati alla chitarra e al pianoforte e davvero era un piacere vederli e ascoltarli.

Alcune canzoni suonate in versione acustica, col solo suono del pianoforte accompagnato dalla splendida voce di Biagio mi hanno emozionata tantissimo, facendomi dimenticare di stare assistendo ad un concerto: pareva di essere tra amici, nell'enorme salotto di un amico, che tra un bicchiere di vino e l'altro, si divertiva ad intratterenere gli amici con battute, racconti della sua infanzia, gag e siparietti fatti col chitarrista e risate.

Unica nota stonata: alla fine del concerto molte persone hanno cercato di raggiungere i camerini, o comunque di avvicinarsi a Biagio per un autografo o per una semplice foto, senza esserci riusciti, forse per la mancanza di comunicazione, forse per l'indifferenza degli scaricatori che avevano solamente fretta di caricare gli impianti e le attrezzature sul camion.

Qualcuno per la lunga attesa e per il freddo impellente si è pure sentito male.