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lunedì 02 febbraio 2009
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Io adoro la Francia, adoro Parigi e la lingua francese. Potevo quindi non essere entusiasta dell'arrivo nelle sale cinematografiche italiane di questo film?
Un film comico ma profondo, esilarante ma al contempo istruttivo: i francesi sono riusciti a produrre un film che affronta il problema dei pregiudizi e dei luoghi comuni che ogni nazione porta in grembo.
Se qui da noi chi vive al meridione viene solitamente tacciato di lassismo, pigrizia e via discorrendo, la stessa cosa succede in Francia; figuratevi poi se un direttore di un ufficio postale viene spedito al nord, nei luoghi dove si pensa che finisca il mondo civile e accculturato, dove vivono gli “Ch'timi” che parlano una lingua al resto dei francesi sconosciuta, dove il freddo la fa da padrone e dove qualsiasi luogo comune ha attecchito e radicato ben profonde le proprie radici?
Può sembrare la tragedia più impensabile se però non si decide ad un certo punto di imparare a conoscere “questo sconosciuto” che parla una lingua alquanto strana e di difficile interpretazione alle volte.
Allora un mondo nuovo spalanca le proprie porte, e si scopre che l'acqua che lui beve è la stessa che bevono loro, il cielo è lo stesso e gli oggetti sono gli stessi: cambiano solamente le parole utilizzare per indicare le cose.
Una volta compreso questo, barriere sociali che erano state innalzate, vengono subitaneamente abbattute. Ma come convincere chi non crede ancora all'arricchimento che le differenze portano con sé?
Vive la France.
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