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L'uomo che ama - Film

Scritto da Elena Scarazzati
mercoledì 12 novembre 2008

L'uomo che ama - Film Regista: Maria Sole Tognazzi

Attori: Pierfrancesco Favino, Zenia Rappoport, Monica Bellucci, Piera Degli Esposti, Marisa Paredes, Fausto Maria Sciarappa, Michele Alhaique, Arnaldo Ninchi, Glen Blackhall

Genere: commedia

Nutrivo molta curiosità e alte aspettative per l'uscita di questo film: infatti, non appena è uscito nelle sale, lo sono andata a vedere con un gruppo di amici, una coppia per la precisione. Ognuno ha colto particolari differenti: il bello di andare al cinema con altre persone è proprio il confrontarsi con loro all'uscita dalla sala.

Favino è Roberto, farmacista che lavora nella farmacia della dottoressa Campo, la Bellucci è Alba, curatrice di mostre per conto di una galleria d'arte, mentre la Rappoport è Sara, vicedirettrice di un importante hotel di Torino.

Il racconto parte presentando la nascita, l'evoluzione, il crescendo della storia che vede protagonisti Roberto e Sara, in un turbinio di emozioni sempre più forti e profonde, un amore che divampa come il fuoco e che per questo motivo sarà destinato a morire e a far soffrire uno dei due.

Roberto incontra Sara quando ha da poco concluso una relazione con Alba, poco prima di andarci a convivere e con il dubbio che forse lei stesse aspettando un figlio, dubbio poi sciolto dall'esito delle analisi. Tra i due scocca una immediata alchimia, si piacciono, escono e si ameranno, ognuno in modi differenti, fino a quando arriva il punto della svolta: arriva nella vita di ogni coppia il momento in cui uno dei due desidera procedere seriamente e dare un senso a quel che si sta vivendo; questo succede a Roberto che pensa di passare un week end al lago, dai suoi genitori e di portare Sara con sé. Con una scusa lei non lo raggiungerà, terrà il cellulare staccato e scatenerà la gelosia e l'insicurezza di Roberto, che scoprirà il suo tradimento.

Come reagisce un uomo alla fine di una relazione importante?

Che bella domanda! Reagisce come reagirebbe una donna, anche se ai più sembra impossibile: la bellezza di questo film sta nell'aver cercato di analizzare e descrivere la disperazione e lo strazio che provoca, in ogni persona innamorata, il lasciare e l'essere lasciati, da un punto di vista di una donna (la regista Maria sole Tognazzi) filtrato attraverso l'interpretazione di un molto convincente Favino. È un attore capace di rendere partecipi delle sensazioni che lo attraversano.

Un personaggio, il ragazzo del fratello di Roberto, si farà la domanda se è più difficile lasciare o essere lasciati?  tutto finisce all'improvviso, senza preavviso?
Ciò che penso è che quando qualcosa finisce lo fa sempre con preavviso per chi ha preso la decisione ma senza il coraggio di affrontare subito la persona, per la paura di arrecare dolore che comunque poi sarà duplicato. Chi viene lasciato ovviamente non sarà mai preparato, non arriverà mai a pensare che le cose stiano per finire perché vive una realtà diversa da quella di chi lascerà. È sempre stato così e non c'è nulla per potere rendere la pillola più dolce.

Ciò che balza all'occhio è la normalità della storia raccontata, nulla di nuovo ma tutto molto attuale, storie di vita vissuta indagate con una profonda ottica introspettiva. Sono i film che apprezzo di più perché tentano di mettere a nudo l'animo umano.

Gli uomini sono come le donne, amano, soffrono anche se pochi hanno la trasparenza di mostrarsi così fragili; penso che questa fragilità sia invece una forza non comune.

Bel film.