Recensione del film Ferro 3
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lunedì 16 febbraio 2009
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Regista: Kim Ki-Duk
Attori: Hee Jae, Seoung-yeon Lee
Titolo originale: Bin-Jip 3 - Iron.
Genere: drammatico
Durata: 90 min.
Nazione: Corea del sud
Anno: 2004
Pochi dialoghi, immagini scorrono lente e portano piano piano lo spettatore nella vita del protagonista.
Una moto arriva dalla via in salita a destra, parcheggia di fronte ad un casa e il centauro comincia ad attaccare pubblicità alle porte delle case.
Tae-suk decide in quale casa entrare ed inizia il suo lavoro: vive di casa in casa, vi abita fino al ritorno dei proprietari, per poi andarsene senza portare nulla con sé se non le mille foto scattate in questo o quell'appartamento.
Lui non ruba e non distrugge nulla: piuttosto aggiusta quel che c'è da riparare, pulisce quel che è sporco, lava i panni e cucina. Proprio come se fosse a casa di un amico che gli ha affidato la cura del proprio domicilio.
Entra in una casa, che però vuota non è: casa di gente ricca, le cui parvenze fanno pensare ad una famiglia felice.
In realtà, le mille foto della donna appese alle pareti, i diversi album fotografici che ritraggono quasi ed esclusivamente lei, portano lo spettatore a pensare ad altro. Aggiusta una bilancia, gioca a golf, e la donna nella notte gli si presenta in stanza.
Lei ha il volto tumefatto e livido, e una tristezza infinita negli occhi, la rassegnazione ha trovato ospitalità nel suo cuore. Il marito della donna rientra, e riconosce nel ragazzo quello che qualche giorno prima aveva ostruito, con la sua moto, l'uscita del suo garage.
Il marito maltratta la donna, credendo di ottenere e meritare con la forza quel che la dolcezza, di cui non è capace, non gli può dare.
Il ragazzo tornerà a salvarla, “a riparare un cuore ferito” mettendo un cerotto su ogni ferita.
Inizieranno a viaggiare insieme, di casa in casa, e lui con la sola forza dell'esempio, col solo starle accanto rispettandola, senza mai parlarle, la conquisterà, conquisterà il suo amore e sarà per sempre.
Un film delicato, che parla di un amore puro, che cresce leggero e inesorabile, perché non può fare altrimenti.
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