Ho sempre avuto un debole per i combo a tre elementi. Quelli, magari, in cui il cantante è anche chitarrista, …quelli in cui basso e batteria lavorano bene insieme riempiendo i vuoti a dovere. Quelli che, sì, sono solo in tre, ma chissà perché rendono meglio di altri gruppo da cinque, sei... Avete presente, …no?
Cercando su di voi ho notato come si faccia spesso riferimento ad un punto di svolta nel vostro percorso: ad un taglio netto tra Emycrania e Shamans.
Per un trio come noi, nato nel Grunge, ormai 10 anni fa, è stato un po’ un percorso alla rovescia. Ci siamo guardati indietro e ci siamo chiesti da dove arrivava quello che facevamo. Abbiamo iniziato a scavare e sperimentare in direzione degli anni che hanno dato i natali al Rock. Il nome del gruppo è stato posto come un simbolo, un sigillo a questa scelta, la ricerca della fonte, dello spirito del Rock.
Ipotizziamo ci dovesse essere un ulteriore punto di svolta, rispetto a quello già avuto. Da che parte vi piacerebbe di più sperimentare: verso un rock più duro o verso un qualcosa di più psichedelico e dilatato?
Sicuramente verso qualcosa di più psichedelico e dilatato, le nostre jam durante le prove lo dimostrano, sfortunatamente rimangono racchiuse tra le pareti della sala prove. Ci piacerebbe molto ci fosse una cultura dell'ascolto che ci permettesse di improvvisare anche durante i live.
In genere i progetti musicali paralleli, che anche alcuni di voi portano avanti, reputo possano nascere da diverse esigenze: in alcuni casi credo siano intendibili come una sorta di alter ego musicale, in altri, come un’estremizzazione di un gusto già esercitato. Per voi?
Ale - Nel mio caso (I Cadillac Gangsters) si tratta di una vera e propria estremizzazione del concetto dell' Hard Rock, o meglio, Hard Blues come amiamo definirlo noi. Il fatto di potermi concentrare sulla voce mi permette di esplorare dinamiche e melodie senza avere il limite di un altro strumento.
Alessandro - Dal mio punto di vista, (con i Jungle Sushi e, occasionalmente, i Burdello) non è stata una ricerca specifica di nuovi generi, semplicemente la risultante dell’incontro di persone, che già si conoscevano, per condividere musica
Mi dicono che alle prove avete come co-inquilino il diavolo? Mai avuto problemi di vicinato?
E’ vero! Il diavolo in persona purtroppo non l'abbiamo mai incontrato; però la leggenda narra di questa casa di Sorgà del 1500 in cui proviamo (chiamata “La casa del Diavolo”) come la dimora di Lucifero in persona; luogo dove era solito tenere feste e banchetti poco raccomandabili. Sembra anche che un parroco, qualche secolo fa, si sia fatto avanti con parte della popolazione locale per benedire il palazzo con l’unico risultato di vedere la casa sprofondare nel terreno fino a scomparire. In una notte poi la casa è stata ricostruita identica. C'è una bella storia su quel palazzo anche in rete.
Come siete in sala prove? Partite da un riff e lasciate che il pezzo vada da sé o avete un approccio più razionale a i pezzi?
Troppo semplice dire entrambi? Eppure è così, solitamente il riff viene suonato d'istinto in jam che durano 20-30 min.. Successivamente raccogliamo le idee più interessanti e ci concentriamo principalmente su 2 aspetti, l'incastro ritmico e la struttura. Siamo diventati schiavi del groove!
Da chitarrista mi interessa sapere la storia di uno strumento. Tu, in particolar modo, usi una chitarra relativamente poco conosciuta, ma molto particolare: la Fender Jazzmaster.
E’ stato un caso fortuito e un amore a prima vista, l'ho trovata ad un buon prezzo, l'ho provata e sono rimasto subito affascinato dalle sue potenzialità graffianti sulla gamma medio-alta. Uso prevalentemente il pick-up al manico così riesco ad ottenere anche un suono pieno sulle note basse. Credo che con un pick-up migliore riuscirò ad ottenere il suono che cerco, ci sono molto vicino, tant'è che il mio ampli è transistor ma a sentirlo in registrazione sembra valvolare, merito della mia cara “Bessy”.
A quando la prossima data?
La prossima data è il 29 gennaio al Blocco con i nostri amici Kreeps: un po' di sano Grunge alla vecchia maniera per non farci perdere di vista da dove veniamo.
Info e contatti:
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www.thelittleshamans.com
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