Era da qualche giorno che cercavo di contattare Elisa per telefono per combinare un’intervista. Ero venuto a conoscenza del Progetto DIM qualche giorno prima e volevo capirne di più. Niente da fare però: quando la chiamavo io era irrecuperabile lei, e viceversa. Insomma quando una cosa “non sa’ da fare, non sa’ da fare”, …forse.
Sono le 19 di mercoledì sera quando finalmente ci si riesce a sentire. “…oh, niente volevo farti un’intervista per l’inaugurazione, ma ormai è tardi, tra lavoro, impegni miei e tuoi, tempistiche varie mi sa che non ce la facciamo…” “Vabbè…, peccato… Beh, …senti, ma tu che fai!? Vieni qui, almeno a vedere, no?!”
E allora prendo e vado, ormai senza più pensare all’intervista, ma giusto per bermi un aperitivo e fare quattro chiacchiere con un’amica che non vedo da un sacco o, comunque, sempre poco.
Trovo il Teatro Martinelli facilmente: arrivo dalla Statale 11, giro a destra per Sandrà, poi a destra, e dopo mezzo chilometro, eccomi. La giornata è stata calda e fuori si sta bene. Ho finito di leggere “Sulla strada” di Kerouac due ore prima e ho ancora la testa tra Denver e il Messico, tra New York e Frisco assieme a Sal Paradise e Dean Moriarty. Elisa sta lavorando e allora, sull’onda della lettura conclusa, inganno l’attesa accendendo una sigaretta. L’ambiente è subito molto piacevole, rilassante; insomma è quel che si dice un posto “immerso nel verde”, …formula ormai inflazionata da innumerevoli campeggi, hotels ed enti turistici. Ma è così! Il punto è, insomma, che il posto fa tanto estate e anche tanto primavera.
Mi faccio portare in giro e le potenzialità saltano subito all’occhio. Soprattutto perché lo spazio non manca, …sia dentro, che fuori. Ed è soprattutto il teatro a colpirmi: è grande, nuovo …e blu! Ma non uno di quei teatri tristi, no! Sarà che sono ancora in Messico, con Sal e Dean, sarà quello che volete, ma mi piace da subito. Ordino una birra, che mi dimenticherò in seguito di pagare, e mi faccio raccontare. E allora l’intervista non la faccio, ..ma alla fine la faccio lo stesso.
Potrei dirvi un sacco di cose. Quello che conta è che, da come ho inteso io, il progetto DIM Cafè è un aperitivo, una canzone, un quadro che se qualcuno vuole può chiedere di esporre, un libro letto tra la campagna vicino al Lago di Garda, un bicchiere di Valpolicella. Potrebbe essere, e forse lo sarà, un film sul Rock, una pièce di piccolo teatro, ma anche un concerto o anche una serata in cui forse è meglio “se i tavoli li spostiamo e facciamo posto”.
Ma andiamo con ordine.
Venerdì 30 aprile, il DIM Cafè sarà i Gattamolesta. Li conoscete? No?
Allora vi invito all'Inaugurazione del Dim Cafè, e se vi fa piacere passate a fare un salto.