
Eccomi qui a recensire il cd di un
gruppo rock metal, che si ispira a gruppi quali i Klimt 1918, i Novembre e gli Opeth. Gruppo composto da cinque persone: Marco De Bianchi (chitarra), Luca Modenese (voce), Fabio Favalli (chitarra), Edoardo Cecco (basso) e Alessandro Merlin (batteria).
Ascolto il loro primo cd autoprodotto, Eos, dal titolo molto evocativo: per loro questo cd rappresenta la luce, l'inizio di un nuovo periodo che, sperano, porterà a liete sorprese per la loro musica.
Gruppo giovane, creatosi nel 2005 dall'idea di due dei componenti della band.
Premesso tutto ciò, mi permetto di dire che questo progetto ha il suo motivo di esistere: non improvvisato ma pensato a lungo ed elaborato fno ad ottenere una parvenza di perfezione, che risulta ancora lontana dall'essere raggiunta, ma la strada intrapresa è quella giusta.
Il
cantante ha la fortuna di avere una
voce cada e suadente, dimostra di avere potenzialità che hanno ancora un buon margine di miglioramento e di crescita. Molto bravi i chitarristi e molto convincente il sound che propongono. Personalmente ho molto apprezzato la proposta dell'album Acoustic Interludio, una cesura quasi tra i primi tre pezzi e i rimanenti quattro.
Molto ricercata pure la copertina del cd: un albero secco, che si lascia intravedere in primo piano, e si staglia su una vallata immersa nella nebbia. Una luce improvvisa e quasi abbagliante emerge all'orizzonte, sulla destra e tra i rami dell'albero rinsecchito un fiore spunta e dona speranza: Eos, la luce.