
Ne parla anche Wine Spectator nel suo numero di giugno.
Allegrini sceglie il tappo a vite. Non ne abbiamo parlato tanto tempo fa. Venivamo da una interessante degustazione comparativa proposta dall’Azienda Le Fraghe di Matilde Poggi.
Lì abbiamo scoperto, se ancora ce ne fosse bisogno, di come il
tappo a vite conservi il vino, in quel caso rosato Bardolino Chiaretto, in maniera inequivocabile. La stessa cosa può valere per i vini bianchi di pronta beva o mediamente strutturati. Fino ad oggi in Italia è difficile trovare vini rossi in screw cap.
L’azienda Allegrini scegli il tappo a vite sul suo prodotto base. Il
Valpolicella che, proprio per questo motivo, non potrà più essere chiamato Classico. Sì perché il disciplinare non lo prevede per la versione classica.
Una scelta fatta soprattutto per il
mercato americano che ancora una volta su questo fronte si dimostra particolarmente tollerante. Questa scelta inoltre va verso il consumatore, come afferma a Wine Spectator Marilisa Allegrini.
Infatti l’uso dello screw cap porta ad un risparmio del 20% sul costo del tappo di sughero. Noi crediamo invece che sia anche una scelta di migliore
conservazione del prodotto, dei suoi profumi e dei suoi aromi.
A proposito, un altro grande dell’enologia bianchista italiana
Roberto Anselmi di Monteforte d’Alpone ha scelto il tappo a vite.
Vi terremo informati!