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L'Amarone dei giovani conquista!!

Scritto da Bernardo Pasquali
venerdì 18 aprile 2008
L'Amarone dei giovani conquistaAmarone Re-Generation ha ottenuto un importante successo di pubblico e di critica. L'evento che si è tenuto presso la sala Touareg del Palaexpo di Vinitaly è stata seguita da un folto pubblico composto da molti operatori italiani e stranieri, giornalisti e wine lovers.

Obiettivo: mettere di fronte i giovani produttori e ascoltare dalla loro viva voce qual è il futuro di questo territorio di grande pregio ma soprattutto le roi dei vini, ovverossia, l'Amarone. Probabilmente uno dei vini italiani che sta vivendo la più entusiasmante escalation di vendite e di interesse a livello mondiale.

AMARONE NEL MONDO

Ricordo a Bordeaux la faccia quasi divertita del Direttore del Consorzio Emilio Fasoleti che si diceva stranito del fatto che al banco di assaggi si stavano avvicinando sempre più persone da tutto il mondo e anche francesi con fare molto sornione. L'Amarone negli States sta diventando un must. Nella East Coast spopola e sta penetrando abilmente alche la west coast.

La Russia sta  scegliendo questo vino, assieme ai vini toscani, come bevanda preziosa per le nuove generazioni di ricchi sempre più emergenti. In Giappone conoscono tutto dell'Amarone e ricordo di un importatore che addirittura sapeva elencare tutte le vallate della DOC una dopo l'altra senza batter ciglio!

AMARONE RE-GENERATION

Domenica mattina si è finalmente ascoltato l'Amarone dal di dentro. Si è penetrata l'anima di questo straordinario prodotto. I giovani hanno saputo interpretare con molto pathos il loro momento di degustazione. Era quello che si voleva: fare in modo che emergesse l'uomo, la sua idea di Amarone, la sua interpretazione anche emotiva. In pratica si è voluto umanizzare, mi sia consentito il termine, l'Amarone. Un vino che ormai sta rincorrendo ad una velocità impressionante il mercato che lo chiede, anzi lo desidera! Questa frenesia sta mettendo in secondo piano il valore effettivo della Valpolicella. La storia, l'antica tradizione enologica, gli uomini che qui hanno sudato e sognato tutto quello che sta succedendo oggi.

Non fa bene ad un vino perdere contatto con la propria origine, l'essenza del territorio da cui proviene, l'interpretazione storica dell'uomo. Amarone Re-Generation ha offerto la possibilità a tutti di cogliere la vitalità, il dinamismo, i sacrifici, le strategie umane e le emozioni che partono da queste terre e che si capitalizzano nel bicchiere.

L'APPOGGIO DEL CONSORZIO DI TUTELA DELLA VALPOLICELLA

Luca Sartori, neo presidente del Consorzio di Tutela della Valpolicella ha voluto esserci a inaugurare questa degustazione. È stato un bel gesto, molto apprezzato dai giovani produttori presenti. La consapevolezza che questi ragazzi possiedono tra le mani una fortuna che è stata offerta loro dai padri, è inevitabile. "Si pone perciò in voi molta fiducia - ha affermato Luca Sartori - in questo passaggio padre figlio".

Il direttore di Euposia ha affermato come quello che è straordinario oggi possa diventare pericoloso in futuro e quindi "sta nei giovani il vero futuro di questa denominazione i quali dovranno ricercare forme di gestione del prodotto e di comunicazioni tali da conservare e consolidare tanto prestigio".

IL RUOLO DEI GIORNALISTI

Al sottoscritto è stato affidato l'incarico di guidare una degustazione veramente interessante e, in un certo senso, unica. Devo dire che ho provato molta emozione nell'ascolto di questi giovani produttori. Devo dire anche che ho ripensato anche la mia funzione di comunicatore. Troppe volte noi giornalisti parliamo del vino dimenticando gli uomini che stanno dietro quella bottiglia, quell'etichetta.

Ricordo di alcuni colleghi che hanno partecipato all'anteprima di gennaio e con troppa facilità si sono esaltati in denigrazioni superficiali. Come se si dimenticasse il momento dell'assaggio di quegli amaroni, la loro immaturità, il valore di anteprima che come tale è per forza parziale. Questa degustazione ha aiutato anche noi comunicatori a riflettere sul significato dell'Amarone come progetto e attesa di intere famiglie e di una nuova generazione che sta pianificando il futuro.

Ecco i partecipanti
- Pierpaolo Antolini di Antolini
- Luca Fraccaroli di Grotta del Ninfeo
- Michele Tessari di Cà Rugate
- Alessandro Castellani di Cà La Bionda
- Elena Coati di Corte Rugolin
- Enrico Recchia di Recchia
- Carlotta Pasqua di Cecilia Beretta
- Luciano Begnoni di S.Sofia
- Marica Bonomo di Monte del Frà
- Marco Sartori di Roccolo Grassi

L'IMPORTANZA DEL LEGAME CON LA TERRA...

I concetti che si sono più frequentemente ascoltati durante gli interventi sono stati quelli di una interpretazione dell'Amarone per il futuro nel senso di una ricerca sempre più accentuata di finezza, territorialità, freschezza e frutto, bevibilità e tipicità. Temi che non possono non essere condivisi e che mettono in evidenza una volontà vera di andare verso l'essenza dei vitigni e l'espressione del terroir d'origine.

Si è potuto infatti rilevare come l'omologazione tanto decantata dai detrattori dell'Amarone non sia effettivamente reale. Le "deviazioni" da terroir sono evidenti e si manifestano nelle delicatezze delle ciliegie di Marano e Valgatara, nelle esposizioni acide della vallata di Mezzane, nella concentrazione di profumi delle zone orientali veronesi, nella secchezza della Valpantena. Identificabilità è uno dei motti più ascoltati della giornata.

Poi bevibilità. Un concetto che non deve essere interpretato come banalità del vino ma espressione di un prodotto che rispetti le uve e gli affinamenti da legni non eccessivi o aggressivi. Come diceva più di un produttore "vorrei che la mia bottiglia potesse essere bevuta tranquillamente da due persone a cena senza farle stancare troppo!". Si torna indietro, lontano dalle concentrazioni eccessive per sposare l'idea di equilibrio nella rotondità.

...E CON LE TRADIZIONI

Per alcuni giovani non è stato facile imporre nuove condizioni, dalla conduzione del vigneto alle pratiche in cantina. Tutto sta avvenendo per quel grande patrimonio che sono le relazioni profonde e amorevoli che sostengono queste aziende a conduzione familiare.

Forse è questo il vero valore aggiunto dell'Amarone. I giovani riconoscono ai padri il grande lavoro che li ha portati oggi in questa situazione favorevole, ma altrettanto sono incaricati di proseguire nel rispetto della tradizione per non fare in modo che il mercato condizioni troppo la loro identità...per rimanere il più grande vino rosso italiano autoctono, di terroir!