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La scoperta dell'acqua calda - prima parte

Scritto da Marco A. Rovatti
mercoledì 24 marzo 2010

La scoperta dell'acqua calda - prima parteIn una economia composta da troppe aziende e tutte drammaticamente uguali, dove l’offerta supera di gran lunga la domanda, molti imprenditori si chiedono - e si sentono chiedere nei vari convegni a quali prendono parte - su quale fattore bisogna puntare per distinguersi?
Sempre la solita risposta … Bisogna distinguersi innovando!


COSA SIGNIFICA, REALMENTE INNOVAZIONE?

Innovo il parco macchine? Innovo i processi? Innovo il software? Innovo i prodotti? Innovo la comunicazione? A leggere le pubblicità, ad esempio, di questo mensile sembrerebbe proprio di sì. Come se bastasse cambiare versione di piattaforma software per essere più ”vincenti”, come se fosse sufficiente installare un sistema di Customer Relationship Management: che il più delle volte chi lo propone sbaglia pure l’accento dell’ultima parola, conferendogli quell’esotica inflessione romanesca che non ha nulla da spartire con la pronuncia vera in inglese. Ahimè!

E allora? E allora tutti a spingere a far cambiare i computer, aumentare la velocità di clock del microprocessore, installare più memoria dinamica, tutti con i video Lcd, quattro telefonini a testa, due blackberry, diciotto memory pen, sette cuffie stereo, DVD blue ray, e tanto, tanto, troppo altro ancora. Poi, un venditore di queste super-tecnologicamente aggiornate aziende (che non è in grado di configurarsi un account di posta in outlook) si trova a negoziare con un nuovo cliente e ti sbaglia immediatamente la prima impressione, non sapendo che non esiste una seconda possibilità per farne una buona. Subito cade nel tranello posto dal cliente del “costa troppo” e scivola sullo sconto, nella dilazione di pagamento, rotolando miseramente nella frase kamikaze “non c’è problema”. Nessuna negoziazione, nessuna capacità di adottare un comportamento assertivo ma immediatamente servile/passivo e poi aggressivo quando il cliente, prima o poi, reclamerà per qualche cosa in futuro. Un disastro!

E i bilanci non brillano, e i costi crescono, e gli imprenditori paranoici iniziano a cercare alibi al di fuori della loro miopia dando colpa al “sistema Italia che non regge più”, ai “cinesi”, “all’Euro”, “a Berlusconi”, “a Prodi”, gli “ipermercati”, alla suocera e a “questi venditori che non hanno più voglia di lavorare”.


LA CHIAVE DI VOLTA: VALORIZZARE L’INDIVIDUO

La concentrazione delle imprese e delle organizzazioni deve spostarsi sull’innovazione di una reale valorizzazione dell’individuo all’interno delle aziende, necessaria ad affrontare questi tempi rivoluzionari. Il fatto più evidente è che le grandi multinazionali stanno sempre più riducendo le loro dimensioni in modo progressivo, diventando sempre più piccole. Le persone fanno e faranno sempre più la differenza tra il successo o il fallimento di un’impresa.

Le diversità tendono a influenzare in modo prioritario le innovazioni ma, la maggiore difficoltà, sta proprio nella scarsa capacità di saper “integrare”. La Storia ha dimostrato che l’immigrazione, gli immigranti, gli stranieri, le nuove idee, i nuovi punti di vista e le diversità in generale sono estremamente importanti per la vitalità delle imprese, di un sistema economico nazionale.

I fattori base del marketing che determinavano il successo di un’impresa sono nel tempo cambiati e sono cambiati anche i principi del marketing e tutta la comunicazione d’impresa; e questo perché i nostri mercati sono divenuti sempre più frammentati, individualizzati e internazionalizzati. Occorre affrontare i mercati in modo diverso e ciascun mercato richiede di essere affrontato in un modo diverso.

Ma guardiamoci allo specchio!

L'articolo prosegue, la seconda parte verrà pubblicata giovedì 1 aprile