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Perche' l'imbecille non sa di esserlo?

Scritto da Marco A. Rovatti
lunedì 23 novembre 2009
Perche' l'imbecille non sa di esserlo?Non tutti hanno uguale capacità di auto critica.

CONFUCIO, SOCRATE E GLI IMBECILLI

Due dei più grandi pensatori della storia, Confucio e Socrate, la pensavano esattamente allo stesso modo sugli imbecilli (ovvero chi non capisce i propri limiti). Il primo diceva che coloro che non sanno, non sanno di non sapere. Il secondo, sosteneva di non sapere di non sapere, il che stando a Confucio lo collocherebbe tra coloro che sanno.

IL TEOREMA DELL'INCOMPETENZA

E' un po' il teorema dell'incompetenza: più uno è incompetente meno si rende conto di esserlo. E viceversa, i più competenti sono coloro costantemente sotto scacco dal dubbio della propria competenza. E per competenza intendiamo un po' tutto, dalla capacità di capire a quella di fare.

Perciò, proprio grazie a Confucio e Socrate la coscienza di questo aspetto della natura umana è divenuto patrimonio comune di tutte le grandi culture e dimostra che agli incompetenti quello che manca è soprattutto la competenza a valutare la propria (in)competenza o più in generale la competenza.

UN IDIOTA FA MENO DANNI

Meglio avere a che fare con un idiota. Egli, sembra paradossale, ha consapevolezza dei propri limiti. In pratica, fa meno danni. Da un altro punto di vista, gli incompetenti tendono a sopravvalutare in modo esageratamente grossolano le proprie abilità. E c'è di peggio. Quelli che fanno male le cose sono convinti di farle meglio degli altri, mentre chi le fa bene tende a sottovalutare le proprie capacità.

RICONOSCERE COMPETENZA E INCOMPETENZA

Il motivo per cui gli “imbecilli” sono convinti di fare bene dipende dal fatto che le abilità necessarie per riconoscere la competenza sono le stesse richieste per riconoscere l'incompetenza. Per esempio: la capacità di scrivere una frase grammaticalmente corretta è la stessa che consente di riconoscere una frase scorretta.

EFFETTO FALSO CONSENSO

Non solo gli imbecilli raggiungono le conclusioni sbagliate ma la loro incompetenza li priva della capacità di accorgersene, questo in virtù del fenomeno noto come “effetto falso consenso”, secondo il quale in mancanza di informazioni contrarie, noi tutti crediamo che gli altri abbiano livelli di competenza pari ai nostri.

PROVERBIO CINESE

Pare che gli automobilisti tendano costantemente a ritenersi guidatori “superiori alla media”, il che è statisticamente impossibile. Conclusione: sono passati oltre tremila anni, ma rimane sempre valida la verità di quel proverbio cinese che dice: “Impara più un saggio da uno stolto che uno stolto da un saggio”.