L'INFANZIA NELLA CORTE RURALE
Scrittore, poeta, saggista, giornalista, storico e cultore delle tradizioni scaligere,
Dino Coltro nasce da una famiglia di contadini a
Strà di Coriano, vicino a Albaredo d'Adige, il 2 novembre 1929.
La sua giovinezza e la sua formazione sono legate alla località di
Pilastro, piccola frazione di Bonavigo, dove vive nella prima infanzia in una tipica
corte rurale
della bassa veronese fino agli anni Cinquanta. La sua è una famiglia di
“salariati” che lavora nelle stalle al servizio del sior della corte.
“Era per noi salariati una vita con le bestie, spesso diventava
anche la nostra una vita da bestie, laorare sempre e tanto, a testa
bassa (...). La testa con le idee
chiare ci vuole, lasciate che il pitocco si istruisca, che vada a
scuola anca lu, il mondo allora cambierà, anca mi da omo nato per
laorare la me rivoluzione l’ho fatta, la me generazione ha preparato
l’aratura, il terreno è buono, adesso tocca ai giovani somenare”
da “I lèori del socialismo” di Dino Coltro
UN INCONTRO FORTUNATO E L'INIZIO DEGLI STUDI
A otto anni incontra un frate in viaggio per la questua. Il religioso è
immediatamente conquistato dalla verbosità e dall’intelligenza del
bambino e convince il padrone della corte a lasciarlo studiare. Dino
inizia a frequentare un
collegio nella zona di Riva del Garda.
“Ricordo che quando venne questo frate e mi chiese se volevo
studiare risposi subito di sì. Vedevo che i figli del padrone studiando
facevano una vita migliore della mia. Se studiare mi consentiva di
essere come loro saréa sta stupido a no narghe!”
POESIA GRECA E TRADIZIONI VERONESI
In quarta ginnasio fa conoscenza del greco. L’anno successivo già ne traduce i lirici. Lo sorprende come i temi della
poesia greca
non riguardino il “sublime” ma le cose della vita quotidiana che
viveva nella sua corte. In seguito concentra i suoi studi sul
canto popolare greco e ne riconosce le similitudini coi canti di chi andava per le
strade a cantare la stella a Natale. Dino si pone allora una
domanda:
Perché andare a cercare nei libri greci quello che dicono il nonno e il papà, quello che vive ogni giorno?
Durante il boom economico si lancia nella cultura delle tradizioni e
trascrive i racconti del nonno Moro. Con tanti sacrifici diventa
maestro elementare e, dal 1970 al 1990, direttore didattico a San Giovanni Lupatoto. Con l’insegnamento inizia anche l’
attività sociale nelle Acli, dove promuove numerose cooperative agricole e diventa dirigente prima provinciale, poi regionale e nazionale. Per lungo tempo collabora con testate e tv
locali, anche con una celebre rubrica dedicata al proverbio del giorno.
PREMI E PUBBLICAZIONI
Dedica la sua vita intera allo
studio delle antiche tradizioni popolari
del veneto e di Verona. Pubblica una trentina di libri con vari editori
(Compton, Arsenale, Newton, Bertani, Sansoni, Marsilio e Mondadori).
Nella società di quel tempo fondata sull’oralità
Coltro considera
il dialetto non come mezzo comunicativo povero di densità letteraria ma
come espressione di una cultura fondata sull’oralità e l’esperienza.
Scrive opere di poesia, narrativa, teatro e il famosissimo
<<
Lunario Veneto>>. Nel corso della sua lunga carriera
ottiene diversi riconoscimenti, tra i più importanti: il Premio
Sirmione-Catullo, la Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica al
merito educativo e la laurea honoris causa nel 2005 all’Università di
Verona in Scienze della Formazione per le sue opere e la sua attività
di illuminato educatore.
LA FINE
Il 4 luglio 2009 a seguito di una malattia Dino Coltro spira nella sua
casa di Cadidavid. Per lunghi anni la sua residenza a San Giovanni
Lupatoto è stata considerata un punto di riferimento per gli studiosi
della storia e tradizioni venete.
DÈME EL ME CORE
Dème el me core de na olta
quando zugava con gnente
e la sera me incantava
a scoltare l’eco dei pòrteghi
come na oze
che me ciamasse distante.
da “Sloti de tera” di Dino Coltro