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Osvaldo Bagnoli - Biografia

lunedì 22 giugno 2009

Osvaldo Bagnoli - Biografia
Osvaldo Bagnoli è l’allenatore di calcio dello storico scudetto conquistato nella stagione 1984-85 dall’Hellas Verona. Mister rispettato e dai grandi risultati, serio e modesto, riservato e spontaneo, ha legato il suo nome indissolubilmente alla storia del Verona. 

GLI ESORDI DI BAGNOLI DA GIOCATORE E ALLENATORE

Nato nel 1935 a Milano, da giocatore vince lo scudetto e la Coppa Latina nella stagione 1956-57 col Milan. La sua carriera da allenatore lo porta prima a Rimini, poi a Fano e a Cesena, con cui approda in serie A nel 1980-81. L’anno seguente arriva a Verona, dove il presidente Celestino Guidotti gli garantisce un rafforzamento della squadra.

LA SCALATA ALLA SERIE A COL VERONA E LA CONQUISTA DELLO SCUDETTO

Nel 1981-82 con l'Hellas vince il campionato cadetto. L’anno seguente raggiunge il 4° posto e la finale di Coppa Italia. La squadra ha validi giocatori come Pietro Fanna e Giuseppe Galderisi. Nel campionato 1984-85 arrivano due stranieri eccellenti: a centrocampo il tedesco Hans Peter Briegel e in attacco il danese Preben Elkjær Larsen.

Nel campionato del Napoli di Maradona, dell'Udinese di Zico e della Juventus di Platini il tecnico milanese compie il miracolo e raggiunge lo scudetto con una squadra sulla carta inferiore a quella dei club più blasonati.

"Lo scudetto? Fortuna, soltanto fortuna. Fortuna di aver trovato dei bravi giocatori, della brava gente e infine una città alla quale forse il destino ha voluto che ricambiassi un favore. Quello di avermi fatto conoscere mia moglie." 

Nel 1986-87 arriva un 4° posto e la qualificazione in Coppa Uefa. Negli anni seguenti difficoltà economiche ed organici sempre meno competitivi portano alla retrocessione in Serie B e al fallimento della società. Con 9 anni di fedele permanenza a Verona Bagnoli stabilisce il record di presenze di un allenatore sulla panchina scaligera. 

LA CARRIERA PROSEGUE A GENOVA E A MILANO

La carriera del grande allenatore prosegue nel 1990 a Genova con una entusiasmante avventura europea. Il Genoa di Osvaldo Bagnoli è la prima squadra italiana ad espugnare il celebre “Anfield Road” del Liverpool, eliminando la squadra inglese dai quarti di finale della Coppa Uefa.

Nel 1992-93 arriva la chiamata dell'Inter. Un’avventura poco felice nel calcio miliardario che termina, dopo anni difficili, con un esonero. A soli 59 anni Bagnoli sceglie il ritiro dal mondo del pallone.

La carriera del mister, fedele per nove stagioni al Verona nonostante le offerte di club più importanti, non può che essere considerata anomala secondo i canoni del calcio moderno.

“Il calcio è un gioco semplice, non sono indispensabili astruserie come il pressing e la zona. L'importante è avere la fortuna di trovare gli uomini per metterli poi nei posti giusti, lasciandoli liberi di esprimersi. È la volontà che è al di sopra di tutto. Ho guidato giocatori che hanno meritato lo scudetto senza inventare tattiche nuove, senza machiavellismi e scoperte, senza alcun segreto. Il gioco del calcio è uno solo.”