
Il Pandoro è il
dolce simbolo di Verona. Consumato in tutta Italia, assieme al Panettone è diventato
uno dei dolci tipici delle feste di fine anno. La lavorazione per ottenere la
morbita pasta dorata che rende questo dolce così speciale è lunga e laboriosa, richiede ben tre impasti e dura circa quattro giorni. Il suo nome descrive il colore della pasta, giallo oro, ottenuto con l’impasto di ben otto uova.
Ingredienti:
600 g di farina
250 g di burro
180 g di zucchero
50 g di zucchero a velo
30 g di lievito di birra
8 uova
1 limone
1 dl di panna fresca
un pizzico di vanillina
Preparazione:
Setacciate in una terrina 75 g di farina, poi aggiungete: 10 g di zucchero, il lievito sbriciolato e un tuorlo d’uovo. Impastate bene con due cucchiai di acqua. Coprite con un telo di cotone e lasciate lievitare per qualche ora.
Aggiungete circa 150 grammi di farina, 25 di burro ammorbidito, 100 g di zucchero, 3 tuorli d’uovo e impastate ancora. Fate lievitare per due ore. Unite la restante farina, 50 g di burro, 75 g di zucchero, un uovo intero e 3 tuorli. Impastate a lungo e fate lievitare per la terza e ultima volta per 2 ore.
Lavorate l'impasto e incorporate ciò che rimane del burro, la panna, la buccia grattugiata del limone e la vanillina. Impastate fino a quando otterrete un composto molto morbido. Con la pasta così ottenuta formate due palle e mettetele in due stampi già imburrati.
Fate lievitare in un ambiente tiepido fino a quando la pasta arriva al bordo degli stampi. Cuocete per 40 minuti in forno preriscaldato a 190 gradi. A metà cottura abbassate la temperatura a 160 gradi. Lasciate raffreddare e coprite con abbondante zucchero a velo.
Presentazione:
Il pandoro tradizionale non è guarnito con creme o canditi (come del resto il panettone). Può essere tagliato verticalmente o orizzontalmente.
UN PO' DI STORIA
Le ipotesi sulle origini del pandoro si dividono tra la Serenissima Repubblica di San Marco e la Corte Asburgica.
Alla
corte di Vienna alcuni pasticceri italiani erano impegnati nell’arduo compito di produrre brioche sufficientemente morbide per i palati dei nobili della Casa Reale Asburgica. Dal perfezionamento del loro lavoro nacque il “
Pane di Vienna”, dalla consistenza vellutata simile a quella delle brioche francesi.
Il “
pan de oro” era un dolce conico molto diffuso nel territorio della
Serenissima. Ricoperto da sottili foglie d’oro era una prelibatezza riservata ai più ricchi. Nel 1260 il dolce assume la base a forma di stella a otto punte e diventa una specialità natalizia veronese, detta nadalin, creata per celebrare il primo Natale dopo l’investitura dei nobili Della Scala a Signori di Verona.