
Per saperne di più sui programmi di questo splendido appuntamento annuale oggigiorno è facile, c’è internet!!
Per quanto riguarda Verona basta visitare il
sito della Provincia ed ecco comparire tutte le cantine del territorio che apriranno le porte per gli estimatori ed appassionati di questa bevanda di-vina.
Per il resto d’Italia ci sono i siti
www.mtvveneto.it ed anche
www.movimentoturismovino.it che forniscono notizie prelibate su menù a tema in cui si fanno coincidere gusti e colori dei cibi e dei vini.
Forse meriterebbe spendere qualche riga sulle nostre zone vitivinicole e sui nostri vini che sono fra i più noti nel mondo per la qualità e per la varietà.
Basta dire Valpolicella a qualsiasi straniero che metta piede a Verona e subito ti senti rispondere “ah, vino!!” in qualsiasi lingua del mondo. La fiera internazionale del vino Vinitaly, che si tiene ogni anno in Aprile, a Verona, è universalmente nota da operatori ed appassionati del settore e la più attesa e frequentata del mondo.
Le “zone del vino DOC sono molte attorno alla nostra città, dalla Valpolicella alla Valpantena, dal territorio di Soave a quello delle
colline moreniche del Garda che includono Bardolino, Lugana e Custoza. In realtà le zone vinicole si dividono anche in sub zone perché ogni valle dà al vino un suo profumo caratteristico, non solo, ma anche ogni paese della stessa valle ha, per i conoscitori, degli stili diversi.
Come diceva
Giovanni Battista Perez, nei primi anni del 1900, nel suo volume “La Provincia di Verona ed i suoi vini” parlando solo del Valpolicella Classico si può distinguere quello di Negrar “ austero”, quello di Valgatara “ delicato e di bel colore”, quello di Marano “aromatico”, quello di Fumane “gustoso”, quello di San Giorgio “robusto”, quello di Arbizzano “vellutato e ben strutturato”.
Il
vino più “importante” della Valpolicella si chiama
Amarone, e deve il suo nome a quel fondo di amaro che acquista facendolo maturare più a lungo nelle botti di rovere. In realtà l’amarone è un “recioto” dimenticato in cantina. Così nacque il vino che porta il nome di Verona nel mondo. Fino agli anni ’20 del novecento si chiamava “Recioto Amaro”. Dal 1968 fu denominato “ Recioto della Valpolicella Amarone” e finalmente, poco dopo fu identificato ufficialmente e solo come “Amarone”.
Le varietà di uve che garantiscono il
DOCG della Valpolicella sono la Corvina, la Molinara e la Rondinella.
L’uva Corvina dà al vino: corpo, colore e profumo.
L’uva Molinara dà un tocco di acidità alla miscela assieme a precisi aromatici profumi.
L’uva Rondinella aggiunge un po’ di tannino ed una nota floreale al bouquet del vino.
Le leggi che codificarono il DOC nel 1968 davano come percentuali di queste uve per il vino Amarone, 40-70% di Corvina Veronese, 20-40% di Rondinella e 5-25% di Molinara.
Solo il 15% poteva essere una aggiunta di altri tipi di uva come il Barbera, il Sangiovese ed altri.
Sta al gusto del produttore di vino gestire la flessibilità di queste percentuali a seconda dello scopo gustativo che vuole raggiungere. Queste uve dunque sono alla base di tutti i vini rossi della nostra terra.
Per i
vini bianchi, invece, le uve, che non necessariamente devono essere bianche, vedono protagonisti il vitigno
Garganega, il
Trebbiano Toscano, il
Trebbianello e la
Bianca Fernanda Cortese, a cui in percentuali minori si possono aggiungere la Malvasia Toscana, il Riesling Italico, il Pinot Bianco e lo Chardonnay.
I nostri vini Bianchi dal Soave al Custoza al Lugana sono perfetti in cucina con pesci leggeri e verdure o carni bianche.
E soprattutto, fermi o mossi che siano, quando sono a giusta temperature sono degli aperitivi semplicemente grandiosi.