VERONA DA BERE
Verona possiede un territorio privilegiato per i vigneti, un terreno fertile, ben lavorato, ben utilizzato, insomma.. benedetto da Dio.
Ovunque si giri lo sguardo nelle quattro direzioni astronomiche c’è sempre vino. E’ una Verona da bere che con il primo ingiallire delle foglie emana profumi di uva matura, uva bianca e uva rossa.
Quella rossa ha la cordialità del
Valpolicella, quella bianca la classicità del
Soave, la gradevolezza del
Lugana, la morbidezza del
Custoza, a cui possiamo aggiungere il rosso più mite del
Bardolino classico.
In questi paesaggi gremiti di vigneti ci si può perdere, se non li inseriamo nella storia del territorio a cui appartengono.
VALPOLICELLA - LA VALLE DELLE MOLTE CANTINE
Possiamo iniziare da Nord, quindi dalla Val-polis-cellae, come i latini la definirono, cioè Valle dalle molte cantine, con una traduzione grossolana ma efficace. Da ciò si capisce che la vite, in Valpolicella, è antica, almeno quanto la tradizione del vino tratto da uve semi-appassite e definito “raeticum” dai romani.
E’ questo il territorio dove maturano
Corvina,
Molinara e
Rondinella, i vitigni principali che tengono a battesimo il
Recioto, il
Valpolicella e l’
Amarone. Tra i filari emergono chiostri, pievi, ville, case, corti e rustici: un tessuto umano tipicamente veneto con una civiltà sua propria.
I VINI DI SOAVE
Il territorio veronese ad est, dove matura il Soave, non è molto diverso da quello della Valpolicella. Oggi, il nostro occhio lo identifica con un’altra storia, più recente, punteggiata di castelli medievali sulla sommità delle colline, sentinelle antiche, riferimenti moderni.
Il vitigno preminente, qui, si chiama
Garganega, dorato e succoso, che entra con la preponderanza del 70%, ma a volte anche del 100% nella produzione del vino
Soave. Altri vitigni ammessi sono il
trebbiano di Soave, lo
Chardonnay ed il
Pinot bianco.
L’area storica del DOC è quella di Soave e Monteforte, ma recentemente è stata allargata ai rilievi delle valli di Mezzane, Illasi, Tramigna ed Alpone. L’origine del suolo è prevalentemente vulcanica, composta di depositi alluvionali, calcarei e basaltici.
I VINI DEL LAGO DI GARDA
L’area veronese a sud-ovest occupa la parte a sud del lago di Garda e vede la produzione del vino
Bardolino, del
Lugana e del
Custoza.
Mentre il
Lugana è prodotto con una particolare qualità locale di Trebbiano che si coltiva in una piccola area che va da Peschiera a Sirmione, il Bardolino, è figlio degli stessi vitigni del Valpolicella, Corvina, Molinare e Rondinella a cui possono essere aggiunti per un massimo del 10%, Marzemino, Merlot, Sangiovese.
Il
Custoza viene coltivato sulle colline moreniche a sud della zona del Bardolino. Il terreno è quello dei depositi ghiaiosi lasciati dai ghiacciai nelle loro lunghe e lente “avanzate e ritirate”I vitigni del Custoza sono principalmente Trebbiano e Garganega con piccole percentuali di Bianca Fernanda, Malvasia, Riesling
Il territorio si identifica con la zona storica del nostro più tragico Risorgimento. Dove ora l’occhio si allieta fra il saliscendi di filari di viti sparsi a ragnatela sui rialzi del terreno, un secolo fa la storia si fermò a scrivere un capitolo a noi due volte infausto, alle date del 25 Luglio 1848 e del 24 Giugno 1866.
La qualità di questo vino dalla singolarissima personalità enologica fa pensare ad un riscatto, ad una vittoria, ad una specie di rivincita sulle terribili esperienze di questo territorio nella realtà storica di centocinquant’anni fa.
Vedi la guida
Vino Verona - I Vini Tipici del Territorio Veronese