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Il Cimitero Monumentale di Verona

Scritto da Asso Guide Veneto
giovedì 16 luglio 2009

Il Cimitero Monumentale di Verona
L’editto Napoleonico emanato a Saint Cloud nel 1804, stabiliva che le tombe venissero poste al di fuori delle mura cittadine, in luoghi soleggiati ed arieggiati e che fossero tutte uguali, solo con nome, cognome e date.

Lo scopo era di evitare discriminazione tra i morti. Per i defunti illustri invece una commissione di magistrati poteva decidere un eventuale epitaffio. Le motivazioni di questo editto sono fondate su ragioni igienico sanitarie ed ideologiche.

Ricordiamo anche che contro questo editto si scagliò il Foscolo con il poema “I Sepolcri” in cui il poeta si sofferma sul significato e sulla funzione che la tomba viene ad avere per i vivi, essendo essa un riferimento di affetti e di virtù “ …a egregie cose il forte animo accende l’urne de’ forti……”

Anche a Verona si doveva quindi pensare alla costruzione di un’area cimiteriale fuori della città.
Prima della costruzione dell’attuale cimitero monumentale i defunti venivano sepolti in un cimitero pubblico vicino alla chiesa della Santissima Trinità, e nei chiostri del convento di San Bernardino.

Si cominciò subito, nel 1809 a stanziare fondi (9 mila lire) per la costruzione del nuovo cimitero, ma ci vollero vent’anni per arrivare alla approvazione definitiva del progetto.

La scelta del luogo fu altrettanto difficile: le proposte riguardavano San Rocco fuori Porta San Giorgio, l’esterno di Porta Nuova e San Bernardino. Prevalse la decisione di scegliere la zona di Porta Vittoria, perché non lontano dalla città ma favorevolmente esposte alle correnti d’aria, senza pericolo che esalazioni nocive investissero il centro abitato...

Il progetto definitivo dell’architetto Giuseppe Barbieri è datato 1828 e presenta un monumentale e severo contenitore classico, a pianta quadrangolare, abbellito da colonne di ordine dorico. Due strade che si intersecano ad angolo retto dividono l’area quadrangolare centrale in quattro spazi. Il perimetro è percorso da porticati ed al centro di ogni lato porticato si apre un pronao. E’ l’architettura eroica del Tempio opposto al vestibolo di ingresso a cui si aggiungono i due Pantheon, uno per gli uomini Illustri ed uno per i Benefattori dell’umanità.

La legge napoleonica è rispettata ma anche superata. Siamo già in periodo austriaco e quindi di restaurazione: nella città dei morti gerarchie sociali e meriti etici trovano, come nella comunità dei vivi, il loro spazio a futura memoria. Con buona pace di Ugo Foscolo.