
Il
Lago di Garda, oltre ad essere il maggiore lago italiano è anche il più blu, come un mare.
Spazio vitale per gli uomini che ne abitavano le rive, ne traevano alimenti e ne percorrevano le acque, il lago ha conosciuto
popolamenti antichissimi, come stanno a dimostrare i sempre più frequenti ritrovamenti di abitazioni palafitticole dell’età del Bronzo e, nel retroterra, di castellieri situati lungo le direttive di transito.
Insediamenti più stabili iniziarono solo con l’
epoca romana, quando fu colonizzato tutto l’agro veronese e furono costruite magnifiche ville proprio sul lago. Testimonianze di queste sono i ritrovamenti di
Peschiera, Desenzano e Sirmione, fra i più noti.
Durante l’
Alto Medio Evo l’affermarsi della Rocca di
Garda come luogo fortificato dominante su tutto il bacino lacustre portò ad identificare il lago non più con l’antico appellativo di "Benacus" ma con l’attuale denominazione di "Lago di Garda".
Nei secoli X-XI, quindi, gli insediamenti romani corrisposero quasi sempre ad una fase di incastellamento, che tutt’ora possiamo constatare soprattutto lungo la costa orientale del Lago.
Da Sirmione a
Lazise, da
Bardolino a
Torri del Benaco a
Malcesine, le fortezze esistenti nell’età barbarica e comunale furono confermate e rinforzate dalla Signoria Scaligera, furono utilizzate dai Visconti nel breve volgere del loro dominio sulla sponda orientale (1387-1405) e quindi ereditate dai Veneziani che per alcuni secoli diedero “status” definitivo all’intera regione.
Con la “
pax veneziana” sporadicamente interrotta da episodi di guerra con i Visconti e con l’imperatore , prende vigore il popolamento delle campagne, già punteggiate da pievi romaniche la cui funzione coesiva si era rivelate importantissima per tutto il medioevo.
Fra queste, le più belle in assoluto sono San Severo e San Zeno di Bardolino, Santa Maria di Cisano e San Zen de l’Oselet di Castelletto di
Brenzone, documenti storici di assoluta bellezza, testimoni di una umanità semplice nei ritmi ma profonda nella fede.
Anche e soprattutto sul lago cresce e si espande, in epoca veneziana, dal XVI secolo in poi, il binomio villa nobiliare ed
agricoltura, una felice congiunzione di princìpi produttivistici ed ideali umanistici.
Si configura quindi il paesaggio agrario tipico della collina, la cui morfologia e natura del suolo impongono colture diversificate: ed ecco la vite, l’ulivo, i cereali ed i frutteti.
Il
Lago di Garda dei nostri giorni, sta utilizzando al meglio queste risorse storiche e culturali a fini turistici, a cui si aggiungono le risorse enogastronomiche che completano trionfalmente le esigenze di un turista che cerca relax per il corpo e stimoli per la mente.