
Da Peschiera a Malcesine corre la
Gardesana veronese fra il blu del lago e le propaggini del Baldo che ben presto e dolcemente si innalzano a cime considerevoli di oltre duemila metri.
Oltre all’incanto naturale di una vegetazione mediterranea di olivi ed oleandri in fiore, i
paesi che si percorrono sono talmente ricchi di evidenze storiche ed artistiche che certamente non sono descrivibili in maniera esauriente in poche righe.
PESCHIERA DEL GARDA
Peschiera del Garda resta tutt’oggi molto dignitosamente quel “forte e bello arnese “ citato da Dante Alighieri, che allora doveva scoraggiare le mire bresciane e bergamasche.
Al posto di quelle fortificazioni rimangono oggi le bastionature cinquecentesche veneziane ed ancora i forti napoleonici ed austriaci che ne fecero, fino al 1866, una formidabile piazza di guerra ed uno dei caposaldi del Quadrilatero.
L’8 Novembre 1917, nella Palazzina del Comando di Presidio a Peschiera, si riunì il Convegno per la riorganizzazione della linea difensiva lungo il Piave, dopo la disfatta di Caporetto.
Le
origini romane di Peschiera, che allora si chiamava Arilica Pischeriae, riemergono da resti di pavimentazioni romane nel corso di ricerche archeologiche recenti.
A Peschiera il Mincio esce dal lago di Garda per avviarsi verso Mantova.
LAZISE
Il primo segmento di gardesana fuori Peschiera in direzione di
Lazise corre un po’ discosto dal lago, in mezzo a quelle colline moreniche che preludono alla mole del Monte Baldo. Sul percorso si attraversa Pacengo ricco di insediamenti turistici e poco dopo i merli del mastio Scaligero di Lazise appaiono, seguiti dalla cinta muraria e dalle torri d’angolo che racchiudono il centro storico.
Lazise compare già in un documento del 983 ed il suo centro, che si raduna attorno al porticciolo, conserva ancora la darsena in cui scaligeri e veneziani custodivano la flottiglia, nonché la "
Dogana Veneta" edificio ora adibito a centro congressi, ma di costruzione cinquecentesca. Accanto ad essa la chiesetta di San Nicolò, la cui origine risale al XII sec. e che all’interno rivela lacerti di affreschi di scuola giottesca. Il castello Scaligero, ora di proprietà privata, domina e protegge il borgo in tutta la sua estensione.
BARDOLINO
Proseguendo verso
Bardolino, la strada è bordata da balze e terrazzi morenici dove alligna l’olivo, vera costante del paesaggio della riviera. Ed ecco Cisano e la sua splendida Pieve dedicata a Santa Maria, elegante e maturo episodio del romanico veronese, menzionata nel 1154 e ricostruita proprio in quel periodo su fondazioni molto più antiche, forse dell’VIII secolo.
Poco prima di Bardolino, sulla sinistra della strada, incontriamo il
Museo dell’Olio, dove sono documentate le tradizionali fasi della lavorazione delle olive e dove si possono gustare splendidi assaggi di olio, olive, pasta d’olive e di tutti quei prodotti che l’olio riesce ad esaltare e conservare.
Bardolino, stazione lacustre preistorica è già citato in documenti dell’807 come possesso dell’Abbazia di San Zeno di Verona... Anche Bardolino, come molti villaggi lacustri, ha una rete di percorsi a pettine che da una strada parallela raggiungono il lago. Il borgo medievale si raccoglieva attorno alle due
Pievi: San Severo, che risale al XI-XII secolo, con al suo interno un superbo ciclo di affreschi coevi che raccontano la “Storia della vera Croce” e temi dell’Apocalisse. San Zeno, esempio fra i più illustri della tipologia carolingia, che oggi appare più bella che mai dopo un accurato e superbo restauro conservativo.
GARDA
Ed ecco
Garda che, divenendo in età longobarda il luogo più importante di tutto il lago grazie alla sua Rocca fortificata, cambiò il nome al lago “Benaco” che, appunto, solo a partire dall’Alto Medio Evo si chiamò Lago di Garda.
Garda è ancora uno dei centri turistici più importanti del lago. Attraverso la
Torre dell’Orologio ci immettiamo nel borgo antico dove restano palazzi dell’antico tessuto edilizio Veneziano, come il Palazzo del Capitano, tradizionale sede delle istituzioni civiche, il Palazzo Fregoso appartenuto nel sec. XVI ad un ramo della nobile famiglia genovese.
Nel territorio di Garda non possiamo dimenticare il sentiero delle
incisioni rupestri, segnalato come sentiero natura dal Wwf Veneto e la splendida località di
Punta San Vigilio, dove la Villa Guarienti, eretta nella prima parte del XVI sec. per Agostino Brenzoni, probabilmente su disegno del nostro Architetto Michele Sammicheli, ha ricevuto nei secoli le più importanti teste coronate (e non) d’Europa. Fra gli ultimi più celebri ricordiamo Winston Churchill ed il Principe di Galles.
TORRI DEL BENACO
Anche
Torri del Benaco, ha il suo castello Scaligero. Fu l’ultimo rampollo dei Della Scala ad erigerlo nel 1383 su una fortificazione che preesisteva dal tempo di Berengario, re d’Italia.
Il centro storico con il piccolo porto fra il castello ed il porticciolo, è un piccolo gioiello di viuzze strette su cui si affacciano negozi e balconate fiorite.
La gardesana fra
Brenzone, Castelletto di Brenzone e Cassone costeggia un lago che si è notevolmente ristretto, ed è sovrastato su entrambe le rive da montagne tagliate di netto sulla sponda opposta e dalle praterie del Baldo sulla destra di chi viaggia.
Da considerare con attenzione è la chiesetta di "
San Zen de l’Oselet" che si erge al centro del cimitero che costeggia la statale prima di Brenzone. E’ un piccolo gioiello romanico della prima metà del secolo XII, con protiro pensile e campanile a bifore. All’interno solo due navate ed affreschi coevi con le storie del Battista.
A
Cassone, nel giardino della Villa Rizzardi, sgorga dalla roccia una grossa polla d’acqua, visibile sulla destra della strada statale. Essa forma un laghetto che poi passa sotto la strada, ed entra nel lago. E’ il fiume più corto del mondo e si chiama "RI" .
MALCESINE
Ed ecco
Malcesine, rinomata e signorile stazione turistica, con il fiero castello sullo sperone roccioso a dominio del lago. Alle sue spalle il Monte Baldo, il “paterno monte” come lo appellò il Carducci.
Anche il
castello di Malcesine fu fortilizio militare Scaligero prima e veneziano poi. La vista dal mastio del castello spazia su tutto il lago, dalla costa bresciana al monte Baldo. Dopo aver visitato il castello con la sua Casermetta, oggi Museo di Soria Naturale e con gli spazi dedicati al primo illustre “turista” che fu Goethe, vale la pena provare l’emozione di raggiungere le cime del Baldo con la Cabinovia ed ammirare di lassù l’immenso spettacolo colorato di blu.