
La
Lessinia occupa un vasto territorio collinare e montuoso subito a nord di Verona, racchiuso tra la Val d’Adige e la Val d’Alpone, dalla caratteristica forma di altopiano, solcato da profonde valli e digradante dolcemente verso la pianura.
Un
territorio molto antico, sorto dalle acque decine di milioni di anni fa, come testimoniano i fossili che ancora oggi sono incastonati in quantità notevole nella pietra locale.
Ideale
luogo di villeggiatura estiva ma pure invernale, per il suo variegato paesaggio presenta molteplici zone di attrattiva turistica, sia da un punto di vista naturalistico, sia da un punto di vista storico-artistico e culturale. Infatti, percorrendo le valli e risalendo le alture, si scoprono borghi, ville e piccole chiese sparse, interessanti musei a valorizzare le risorse del territorio, e suggestivi scorci naturalistici caratterizzati da una flora e una fauna pedemontana e montana.
La
parte collinare della Lessinia è ricca di coltivazioni specializzate, soprattutto ad olivo e vite, che producono i noti olio e vino locali, ma offre anche la possibilità di avvicinare la gastronomia e i prodotti tipici. La parte montana, invece, oltre all’attuale vocazione turistica, soprattutto mirata agli sport invernali, è stata nei secoli sfruttata a pascoli e allevamento.
LA LESSINIA
La Lessinia è un’estesa
area collinare e montuosa prealpina che si distribuisce nel settore settentrionale del territorio veronese, tra la Val d’Adige e la Val d’Alpone, chiusa a nord dai Monti Lessini e digradante dolcemente verso la pianura a sinistra del fiume Adige.
Si presenta come un luogo privilegiato sia per la villeggiatura estiva sia per quella invernale, con escursioni possibili lungo tutto il corso dell’anno.
Da un
punto di vista morfologico il territorio è unitario, formato in gran parte da rocce calcaree del periodo Mesozoico-Cenozoico, e caratterizzato da vasti fenomeni di carsismo, con doline e grotte, voragini e pozzi verticali come la Spluga della Preta, e da suggestive testimonianze di erosione, come monoliti e ponti naturali, ad esempio il
Ponte di Veja. Per questo motivo, gli insediamenti umani si sono andati stabilendo lungo le dorsali, distribuiti in piccoli nuclei organizzati con un’economia agricolo-pastorale.
LE COLTIVAZIONI E I BOSCHI
Nell’area collinare e pedemontana si concentrano le coltivazioni specializzate, soprattutto a vigneti e frutteti, quali
ciliegi e olivi. Salendo, fino a circa 800 metri, si trova una fascia coltivata a
castagno e quercia. Successivamente si stendono boschi misti di betulle, larici e faggi. Infine, prati e pascoli, dove si attua ancora oggi la pratica dell’alpeggio, quindi con una diffusa presenza di malghe e baite, si alternano a boschi di faggi e abeti rossi.
Le cime principali superano anche i 2000 m, come il Posta e il Tomba.
Il
paesaggio offre una varietà di clima, flora e fauna che spazia tra i 500 e i 2000 m.
Il territorio è caratterizzato da
boschi, prati e campi che nella stagione invernale si trasformano in piste sciistiche, e da piccoli e meno piccoli centri con un interesse storico e artistico e da nuovi insediamenti sorti di recente con la promozione turistica.
IL PARCO NATURALE REGIONALE DELLA LESSINIA
Recentemente si è costituito il Parco Naturale Regionale della Lessinia (1990), volto a
tutelare e valorizzare tutto il variegato complesso di risorse territoriali, che spaziano dai suggestivi fenomeni naturalistici, quali il ponte di Veja e le cascate di Molina, il covolo di
Camposilvano e la grotta di Roverè, la valle delle Sfingi e la Spluga della Preta, fino all’area fossilifera unica al mondo di Bolca.
L’
architettura della Lessinia calcarea presenta un grande uso di lastame, già sfruttato in età antiche. Il materiale lapideo, pietra di Prun e rosso ammonitico, si poteva estrarre facilmente proprio per la sua caratteristica a strati, in cave a cielo aperto come in galleria. Il territorio è suddivisibile in tre distinte sezioni con svariati itinerari di visita: l’altopiano occidentale, la Lessinia centrale e quella orientale.
L'ALTOPIANO OCCIDENTALE
L’altopiano occidentale, che prende l’avvio dalla
Valpolicella, è caratterizzato dalla presenza di una serie di suggestive ville e dimore patrizie, sorte nei secoli della dominazione veneziana, quali ad esempio villa Della Torre e villa Del Bene, ma anche splendide pievi romaniche quali San Floriano e San Giorgio Ingannapoltron.
Passando per
Fumane si può raggiungere
Molina, affascinante borgo antico con il suo
Parco delle Cascate, e
Sant’Anna d’Alfaedo, località turistica sia estiva sia invernale. Un fenomeno naturalistico interessante è qui il ponte di Veja, un arco roccioso, probabile fonte d’ispirazione per l’arte di Mantegna e le Malebolge di Dante.
LA LESSINIA CENTRALE
La Lessinia centrale parte invece dalla
Valpantena, dove a Santa Maria in Stelle si può visitare un interessante ipogeo romano riutilizzato come edificio religioso dall’età tardoantica, e a Grezzana merita una sosta la villa Arvedi. Salendo lungo l’antica strada per
Bosco Chiesanuova, si toccano le località di Corbiolo, Cerro Veronese e Erbezzo, dove, unitamente a Velo Veronese e Roverè Veronese, è possibile effettuare molte escursioni in ogni tempo dell’anno, soprattutto a carattere naturalistico, ma con suggestive scoperte di piccole chiesette e borghi antichi.
LA LESSINIA ORIENTALE
La Lessinia orientale comprende i bacini della
Valle d’Illasi e della Val d’Alpone. Partendo da San Martino Buon Albergo, si raggiungono le colline di Lavagno, anche qui territorio costellato da dimore patrizie, San Mauro di Saline con l’antica chiesa di San Leonardo e la località di Caldiero, nota per la presenza di acque termali sfruttate fin dai tempi romani.
Si prosegue poi verso la val d’Illasi, con la grandiosa villa Carlotti e la villa Perez Pompei Sagramoso, e si giunge a
Tregnago, centro agricolo-industriale. Da lì si sale per Badia Calavena, fino a
Giazza. Nella zona è consigliata una sosta alla località di
Bolca, con i suoi giacimenti fossiliferi e il suo museo.
Nella
Val d’Alpone si troverà poi la località di Monteforte e da San Bonifacio, dove una visita merita l’abbazia di San Pietro Apostolo, si può arrivare a Soave, ameno borgo medievale, caratterizzato, oltre ai vigneti che danno il famoso omonimo vino, da un castello scaligero e da una cinta di mura turrite.