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Mostra L’Uomo da Dioniso a Cristo a Verona

Questo evento è terminato

28 AGOSTO – 18 SETTEMBRE
MOSTRA PERSONALE DI PAOLO MENON

Dal 28 agosto all 11 settembre nella Cattedrale di Verona e dal 28 agosto al 18 settembre nell’attigua chiesa di San Pietro e possibile visitare la mostra personale in itinere di sculture di Paolo Menon, dal titolo L’Uomo, da Dioniso a Cristo.

L’ingresso e gratuito.

Le opere sono in bronzo, bronzo-oro, biscuit di porcellana, gres e terracotta patinata e materiali compositi in cui l artista riprende il mito arcaico e pure attuale di Dioniso e della cultura edonistica del vino, soffermandosi sulla profondità spirituale della vita in relazione al vivere e morire.

SABATO 27 AGOSTO
VERNISSAGE ALLA BIBLIOTECA CAPITOLARE

Sabato 27 agosto alle ore 17.00 e previsto il vernissage presso la Sala Maffeiana della Biblioteca Capitolare Veronese (Piazza Duomo, 13) con un buffet fingerfood curato da Nadia Pasquali, chef del ristorante Alla Borsa di Valeggio sul Mincio.

Relatori al Vernissage:

– S.E. Mons. Giuseppe Zenti, Vescovo della Diocesi di Verona
– S.Em. Raffaele Card. Farina, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa
– Prof.ssa Beatrix E. Klakowicz, teologa e filosofa, resp. Union des Enseignants Catholique
– Mons. Antonio Finardi, Arciprete della Cattedrale di Verona,
– Presentatrice in voce per la diretta web: dr.ssa Roberta Trabucchi, curatrice della mostra per l Associazione culturale Pelagus di Perego (Lecco).

Presenzieranno all inaugurazione illustri rappresentanti delle Istituzioni, del mondo ecclesiastico, culturale, economico, industriale, giornalistico e artistico.

Diretta web:
E possibile seguire in diretta web dalla Sala Maffeiana della Biblioteca Capitolare Veronese l inaugurazione della mostra in itinere di sculture.

INFORMAZIONI SULLA MOSTRA

Questa personale di Paolo Menon vuole contribuire a esplorare l’intimità dell’Uomo d’oggi in bilico tra le ideologie che trasformano «l uomo in un dio, che fa dell arbitrarietà il proprio sistema di comportamento» e quelle che mostrano «il vero volto di Dio, che e amore, e, al tempo stesso, il volto autentico dell Uomo, creato a immagine e somiglianza divina».

«La molteplicità delle epifanie e delle trasformazioni di Dioniso e ancora oggetto di studio tra gli storici delle religioni, come pure la sua irruenta penetrazione in popoli, culture e religioni diverse. Certa e la sua capacita di simboleggiare il grande mistero della vita e della morte, in cui sono coinvolti insieme la natura, l uomo e lo stesso dio. E per questa sua ricca simbologia che i «Tirsi divini» (titolo della prima mostra sulla trilogia dionisiaca) in onore di Dioniso possono essere trasfigurati in allegoria di cio che realmente si realizzerà nel mistero cristiano, che e mistero di morte e di risurrezione, di trasformazione dell acqua in vino e del vino in sangue eucaristico, di trasfigurazione della natura tutta nell icona del corpo del Risorto». (Paolo Menon)

Per informazioni sull’artista visitate www.paolomenon.com

OPERE IN ESPOSIZIONE

Allestimento Arte Sacra – Cattedrale di Verona
La mostra si snodera sostanzialmente lungo il Tornacoro, con le seguenti opere:
– Quando le parole uccidono, Crocifisso a grandezza naturale
– Altare della Tunica inconsutilis, in gres patinato a bronzo
– Ekphrasis, paliotto d altare in biscuit patinato a bronzo
– Sede della Parola, metallo e gres patinato a bronzo
– Getsemani, calice da Messa in biscuit di porcellana e oro
– Mors et Vita, calice da Messa in biscuit di porcellana e oro
– Graal n.1, calice da Messa in biscuit di porcellana e oro
– Pisside con «copripane», in biscuit di porcellana e oro
– Mater Ecclesiae, Madonna con Bambino in bronzo,
– Crux pectoralis (duplice), a doppio verso in bronzo, bronzo-oro, bronzo-argento
– Fiasca del Pellegrino, in biscuit di porcellana
– «Mai più violenza! Mai più guerra! Mai più terrorismo!», scultura in gres patinato
– O salutaris Hostia, Crocifisso in bronzo e marmo
– Incontro, bozzetto (in gesso patinato) preparatorio del bronzo realizzato a cera persa

Inediti:
– Croce (per altare) in biscuit di gres refrattario naturale incastonata a teca nel plexiglass
– Ampolline in biscuit di porcellana con vassoi etto
– Lampada della Tunica inconsutilis (per altare) a tre lumi ad olio, in biscuit di porcellana
– Portafiori della Tunica inconsutilis (per altare) in biscuit di porcellana,
– Candelabro Corinthium (per la casa e per uso liturgico) in biscuit di porcellana
– Portafiori Corinthium (per la casa e per uso liturgico) in biscuit di porcellana.

Allestimento Arte Profana – Chiesa di San Pietro
La mostra sarà allestita nella chiesa di San Pietro, attigua alla Cattedrale e sarà dedicata al «Dibattito sull’abolizione dei Baccanali in Roma per decreto senatoriale, 186 a.C.-2010 d.C.». L opera e una narrazione scultorea in ferro e terracotta patinata che rappresenta un tiaso di Baccanti, Fauni e Satiri posti di fronte ai legislatori del Senato Romano; Dioniso interloquisce con la sacerdotessa delle Baccanti indossando entrambi le cuffie senza filo.

La composizione semicircolare degli elementi strutturali e la monumentalita di quest opera ha il compito di sorprendere e (auspicabilmente) emozionare il visitatore inducendolo a interrogarsi sulle problematiche giovanili relative al bere sregolato e all assunzione di droghe che causano inesorabilmente morti tanto tragiche quanto assurde.

Nei pressi del semicerchio vi sarà un piccolo bronzo:
– Prudenza quando giochi con Bacco!, che suggerira una lettura trasversale (surreale
e realistica al tempo stesso) delle conseguenze dei «baccanali» di oggi sull Uomo.
– Selezione di una decina di opere provenienti dalla prima mostra della trilogia dionisiaca («Dei Tirsi divini») dedicata al ritrovamento sui Monti Rodopi (Bulgaria confinante con la Grecia) del tempio di Dioniso, descritto da Erodoto:
Portale del tempio di Ebe,
Abolizione dei Baccanali in Roma per decreto
senatoriale (186 a.C.),
Il crepuscolo delle Baccanti,
Le cento promesse di Dioniso,
Conversione di Nonno di Panopoli,
48 canti per un Dio e una Parafrasi,
Pane della vite,
Stele della vita ardente,
Stele del tirso con corona portante,
Danzatore enoico, bozzetto (in gesso patina
to) preparatorio della fusione in bronzo a cera
persa.
Portatore enoico di luce, in biscuit di porcellana
e lampada incorporata.

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