Castelvecchio e Ponte Scaligero

Castelvecchio e Ponte Scaligero

Verona / Centro Storico

Castelvecchio ed il suo splendido ponte fortificato, oltre ad essere il più importante monumento militare della Signoria Scaligera è oggi, per Verona, fattore decisivo nello spazio urbano e paesistico.

Quando fu costruito da Cangrande II della Scala, nel 1354, si chiamava Castello di San Martino in Acquaro, dal nome della chiesetta preesistente che fu poi inglobata all’interno del castello.
Fu chiamato Castelvecchio, quando, dopo la costruzione del “nuovo” castello visconteo sulla sommità  del colle di San Pietro (1398), esso divenne “vecchio”.

Castelvecchio fu concepito come roccaforte all’interno della città, non tanto contro un pericolo esterno quanto contro il pericolo interno che poteva venire dalle lotte in seno alla famiglia Scaligera e dunque da possibili sollevamenti della popolazione contro Cangrande stesso.
Cangrande II fu ucciso infatti dal fratello Cansignorio, il quale, nel 1370 confiscò le terre della Campagnola, al di là  del ponte, dove ora sta L’Arsenale Austriaco, per farne il giardino del castello, a conferma quindi che in seguito il Castello ebbe un utilizzo residenziale e ciò confermato dalla decorazione interna ad affresco della parte trecentesca.

Con la dominazione veneziana della città di Verona (1405-1797) il castello divenne dapprima un deposito di congegni bellici poi sede di accademia di ingegneria militare. Una radicale trasformazione avvenne con i francesi: dapprima il castello servì ai rivoltosi delle Pasque veronesi, poi le torri furono mozzate dall’esercito occupante e Napoleone aggiunse una caserma lungo i tre lati della piazza d’armi, ma fu poi realizzata solo nella parte verso il fiume e Palazzo Canossa.
È la cosiddetta “ala Napoleonica” che oggi è sede del Museo di Castelvecchio.

Un primo restauro del complesso fortificato scaligero si ebbe negli anni venti sotto la direzione di Antonio Avena e dell’Arch. Forlati, a cui si aggiunse quello degli anni ’60-’70 su progetto dell’Architetto Scarpa e con la consulenza di Licisco Magagnato.

La fortezza medievale, quindi, è oggi sede di uno dei più ricchi ed ammirati Musei d’Italia.

PONTE SCALIGERO
Il ponte scaligero, portato a termine nell’arco di tre anni, fra il 1354-56, altra funzione non aveva se non quella di assicurare una via di fuga dal Castello verso la campagna e la Germania, dove regnava il genero di Cangrande II, Ludovico il Bavaro.

E’ stato definito “un arco di trionfo su una via d’acqua” questo ponte a tre arcate di ampiezza diversa poggiante su piloni pentagonali rostrati. Prodigiosamente ardita è l’arcata di destra con i suoi 50 metri di luce, a cui seguono i 29,15 metri ed i 24,11 delle altre due.
La sua robustezza consentì al ponte di attraversare indenne cinque secoli di storia e le più dure piene dell’Adige. C’era una torre anche all’estremità  opposta del ponte, verso la Campagnola, ma fu distrutta dai francesi nel 1802.

Un restauro del ponte fu eseguito in periodo austriaco, e due lapidi ne ricordano la data, 1824, ed il nome di chi lo fece eseguire: Francesco I d’Austria. Il 24 Aprile del 1945 anche questo ponte saltò, come tutti gli altri ponti della città, a causa delle mine tedesche e solo nel 1951 ritrovò la sua attuale bellezza.

Indirizzo

Castelvecchio, Corso Castelvecchio, Verona, VR, Italia

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