Giovanni e Camilla Ederle di Corte San Mattia

Vista spettacolare sulla città? C’è.
Ambiente rustico, ma accogliente? C’è.
Personale giovane, sorridente e disponibile? C’è.
Corte San Mattia ha tutto quello che si può desiderare.

Noi, che siamo come San Tommaso, siamo andati a mettere il dito e per l’occasione è stato proprio Giovanni Ederleco-titolare della struttura, ad accoglierci e raccontarci la storia dell’agriturismo.
Partiamo dagli albori. Era il 1920 quando il nonno dei fratelli Giovanni e Camilla, l’avvocato Giuseppe Ederlecompra le terre sulla collina di San Mattia e inizia l’opera di dissodamento dei terreni e di bonifica degli incolti: è il battesimo dell’azienda agricola. Alla morte del nonno Giuseppe l’azienda viene suddivisa tra i sei figli e Francesco, il padre di Giovanni e Camilla, prosegue con nuovi progetti di colture e allevamenti moderni. Negli anni ’80 viene istituito anche il Centro Ippico San Mattia, in supporto del quale nasce il primo agriturismo. Nel frattempo l’azienda agricola cessa l’attività insieme al maneggio. Resta attivo solo l’agriturismo.
Nel 2008 inizia la nuova era: Giovanni, che da qualche anno aveva iniziato la ristrutturazione della vigna e dell’azienda agricola, subentra alla gestione materna. L’agriturismo diventa sempre più lo sbocco naturale dell’attività vinicola e agricola e soprattutto con il passo successivo : l’inaugurazione del ristorante dell’agriturismo (2010) e l’ingresso in azienda della sorella Camilla.

E oggi, nel 2015?
Bhe l’agriturismo Corte San Mattia è più lanciato che mai. Prende molto sul serio il suo status di agriturismo a cui si attiene scrupolosamente. Per legge infatti un agriturismo è sottoposto a regole molto precise. Vi do qualche numero: almeno il 65% delle materie prime deve essere prodotto in azienda, massimo il 30% possono essere materie prime comprate da altre aziende agricole del territorio e solo il 10% possono essere materie prime comprate sul mercato normale. Mica facile, no? Eppure loro ce la fanno, creando un modello virtuoso di autosostentamento. Anche se a Giovanni piace definirlo più un modello di “curtis moderna”, che consuma quello che produce.
Allevano: oche, anatre, faraone, galline da uova e conigli (prossimamente anche maiali e capre).
Coltivano, oltre alla vite, olivi e fichi e hanno arnie da cui ricavano il miele.
Per cui nel menù troverete principalmente piatti preparati con prodotti dell’azienda agricola: niente coca-cola, niente fanta, ecc ecc. Gustate tutto quello che vi arriva in tavola!

Agriturismo San Mattia

A Giovanni e Camilla sta molto a cuore la salute dell’agriturismo e il buon funzionamento della struttura. “Noi puntiamo sui giovani. Il personale qui ha una media di 24 anni e ogni due settimane facciamo una riunione generale dei collaboratori per favorire lo scambio di idee , la circolazione di informazioni e la partecipazione ai processi decisionali dell’azienda. Tutti i collaboratori hanno diritto di parola perché tutti sono importanti per il funzionamento dell’azienda. L’obbiettivo è collaborare tutti insieme per rendere migliore il servizio e l’atmosfera. Abbiamo un metodo di gestione piuttosto anglosassone”. Io vorrei fargli un applauso per questa gestione così illuminata, ma mi limito a concordare e fargli i complimenti.

Un altro paio di sfide in cui Giovanni e Camilla si sono gettati sono: la prima, la conversione al biologicoiniziata già nel 2009, anno in cui hanno smesso di adoperare prodotti chimici di sintesi. Attendono la certificazione ufficiale che arriverà nel 2016. La seconda è il Bilancio del Bene Comune. Che cos’è? Cito Giovanni che me l’ha spiegato benissimo: “Il Bilancio dell’EBC si basa su una matrice di 17 indicatori e prevede un punteggio massimo di 1000 punti. Ogni indicatore viene incrociato con 5 valori universali – dignità, solidarietà, eco-sostenibilità, equità sociale, democrazia partecipata e trasparenza – e analizzato nella sua interdipendenza con tutti gli stakeholder dell’azienda – fornitori, finanziatori, collaboratori e management, clienti, aziende partner, territorio, popolazione“. Chiaro, no?

Corte San Mattia oltre a puntare sulle persone giovani crede moltissimo nei social e si promuove principalmente su facebookinstagram, twitter, tripadvisor o portali di eventi cittadini (come il nostro). Per incrementare ulteriormente la loro partecipazione alla vita culturale e gastronomica di Verona hanno introdotto alcune iniziative degne di note: agriwinebar, degustazioni, concerti, cantine aperte. È Camilla che si occupa della gestione e dell’organizzazione degli eventi (e la varietà di questi non può che essere molto, molto gradita).

A proposito di cantine. Vi abbiamo detto che Giovanni ha restaurato la vigna. Ma non vi abbiamo anche detto della sua etichetta come viticoltore. Nella cantina dell’azienda agricola produce Amarone, il suo vino di punta, Rubro del Forte e Donna Francesca, la linea superiore, San Mattia Bianco e Rosso e Barbagianni, i vini per tutti i giorni. Tutti etichetta Giovanni Ederle.

Vedendo l’entusiasmo nella voce e nell’atteggiamento di Giovanni mentre parla della sua attività non posso non chiedergli quale sia l’aspetto che più lo soddisfa del suo lavoro. La risposta è immediata: il rapporto personale con i clienti. Qui passano tra le 9.000 e le 10.000 persone all’anno. In prevalenza tedescofoni (tedeschi, austriaci, svizzeri), poi russi e americani che ospitiamo nelle stanze ricavate dalle ex case coloniche e nelle vecchie serre florovivaistiche.

Cosa possiamo dire di più che non parli da solo?
Sì: vi ricordiamo di consultare il calendario degli eventi del San Mattia e segnarvi quelli che più vi interessano.
Andate a vedere e poi diteci se tutto quello che abbiamo detto non corrisponde al vero.

Ph. Credits: tutte le immagini appartengono a agriturismosanmattia.it

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