Ponte di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo

Lo chiamano ponte, ma non lo è.
Si tratta in realtà della volta di una enorme caverna usata certamente, come tante altre, come abitazione preistorica di uomini ed animali.

Si trova nel Comune di Sant’Anna d’Alfaedo a quota 602 metri sul livello del mare, in Lessinia. Il risultato attuale deriva da una combinazione di vari fattori, come l’inclinazione della valle, la successione stratigrafica del terreno, l’alta permeabilità delle rocce, l’attività torrentizia e di sorgente, l’azione dell’acqua acidulata con Co2 sulle rocce calcaree.

Si presenta come un grande ponte di roccia alto 29 metri con una larghezza che va da 6 a 23 metri. Le rocce che la caratterizzano sono il “biancone” il “Rosso Ammonnitico” ed il “calcare oolitico”

Il biancone è una roccia a grana molto fine, stratificata, di colore biancastro, La grande modellabilità di questa roccia origina i profili dolci dei prati della Lessinia ed essendo molto fessurata non permette una idrografia di superfice.

Il rosso ammonnitico, è la roccia calcarea più abbondante nel territorio veronese. Ha una stratificazione a lastre, di colore rosso, con prevalente fratturazione verticale. Viene qualificata come “marmo” dal nome “Rosso Verona”.

I calcari Oolitici, sono rocce di colore grigio, di aspetto “brufoloso” per la presenza di “ooliti” che sono corpuscoli calcarei sferici che sono cresciuti intorno ad un granello di sabbia o ad un involucro di calcite microcristallina.

Come si è arrivati al risultato odierno?
Innanzitutto l’azione dell’acqua scava una “dolina” (da Dol che in lingua slava significa “valle”) nella roccia superficiale che si chiama “biancone”, scende nelle fratture del “Rosso Ammonnitico”, scioglie ed asporta il “Calcare Oolitico”, e modella una grande caverna  per poi scendere a valle.
Successivamente a monte la dolina cede sulla caverna principale, crolla quindi tutta la caverna, tranne la volta ed i pilastri di sostegno.
Ecco infine creato il Ponte di Veja, cioè la parte della caverna rimasta in piedi dopo il crollo.
Al di là di tutte le spiegazioni scientifiche il Ponte di Veja resta una delle meraviglie della Lessinia, visitata ed apprezzata per la sua imponenza anche da Dante, al quale sembra aver dato ulteriore ispirazione per le sue “Malebolge”, ed a Mantegna che lo riproduce sullo sfondo del magnifico affresco della “Camera degli Sposi”, al Castello di San Giorgio, laddove è riprodotto l’incontro del duca Ludovico Gonzaga con il figlio Francesco.

Indirizzo

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