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Mostra “Ti invito al viaggio, in quel paese che ti somiglia tanto”
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Inizio
11 Aprile 2026
10:00 -
Fine
4 Maggio 2026
19:30 -
Sala Birolli
Via Macello, 17, 37121 Verona VR
Sabato 11 aprile alle 18:00, alla Sala Birolli di Verona, si apre un varco: un viaggio che affiora tra memoria e visione, dove ogni sguardo diventa racconto.
La Sala Birolli di Verona apre le sue porte all’inaugurazione della mostra Haider, Mariani, Paganelli. “Ti invito al viaggio / in quel paese che ti somiglia tant”, visitabile fino al 3 maggio 2026. Curata da Gaia Guarienti e Federico Martinelli e organizzata dall’Associazione Culturale Quinta Parete, l’esposizione si configura come un’esperienza immersiva e stratificata, capace di attivare un dialogo profondo tra opere e visitatore.
Il progetto nasce da una doppia curatela che non si limita a coordinare, ma diventa parte integrante del dispositivo espositivo: due sguardi che osservano la stessa immagine generano una pluralità di letture, amplificata ulteriormente dall’esperienza individuale di chi attraversa la mostra. Come sottolinea Martinelli, il viaggio non è un altrove da raggiungere, ma un processo di attraversamento e riconoscimento; Guarienti evidenzia invece come il percorso restituisca una visione plurale e non pacificata del presente, dove memoria, storia e immaginazione convivono senza annullarsi.
L’esposizione si articola in tre nuclei autonomi ma interconnessi. Haider trasforma le fratture della storia in materia viva: le sue cartopitture e tecniche miste diventano tracce sensibili, testimonianze che resistono all’oblio e invitano a una riflessione sulla complessità del tempo storico. Diambra Mariani, attraverso la fotografia, costruisce immagini sospese, mai narrative in modo diretto, che aprono spazi percettivi condivisi e stimolano una dimensione intima e collettiva. Rita Paganelli esplora invece territori instabili dell’immaginazione contemporanea, alternando colore e bianco e nero per generare tensioni visive e derive percettive che trasformano l’immaginazione in strumento critico.
Insieme, questi tre percorsi delineano un impianto unitario in cui il viaggio non ha una destinazione definita, ma prende forma nella relazione tra opere, curatori e pubblico. L’esperienza espositiva diventa così un itinerario personale, aperto e partecipativo, in cui ogni visitatore è chiamato a completare il senso.
A completare il progetto, un articolato programma di eventi che ne amplia le prospettive.
Domenica 12 aprile Tracce di Mesopotamia propone un incontro con Haider e una riflessione sulla poesia di Adonis, in un dialogo intenso tra parola e immagine.
Venerdì 17 aprile Viaggio nell’Italia dell’iperturismo vede il contributo di Irene Ranaldi, moderata da Luigi Licci, in collaborazione con la Libreria Gulliver, per indagare le trasformazioni del viaggio contemporaneo.
Sabato 18 aprile Paesaggi lisergici: fiabe, visioni accompagna il lavoro di Paganelli con letture sulla Beat Generation a cura di Mauro Dal Fior e musiche dal vivo di Deborah Kooperman, creando un’esperienza immersiva tra arti visive, letteratura e suono.
Infine, martedì 28 aprile Visioni necessarie. Dove lo sguardo (non) si ferma offre un dialogo con Mariani sul ruolo della fotografia come pratica condivisa e generatrice di senso.
La mostra si configura così come uno spazio vivo di partecipazione culturale, dove la pluralità delle interpretazioni è valorizzata e il pubblico diventa parte attiva del processo. Il titolo stesso, ispirato a Baudelaire, suggerisce un viaggio che non conduce altrove, ma invita a riconoscersi in un paesaggio interiore fatto di memoria, trasformazioni e possibilità.
Realizzato con il sostegno della 1^ Circoscrizione Verona Centro Storico e della BCC Valpolicella Benaco, e con la collaborazione di Ennevi Studio di Fotografia, Adry Eventi e Salumificio Valentino Marconi – Sapori d’Alta Quota, il progetto conferma la Sala Birolli come luogo dinamico di incontro e sperimentazione, dove l’arte contemporanea si apre a nuove forme di dialogo e condivisione.
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