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Spettacolo “Sogno (ma forse no). Un gioco a tre con Pirandello” al Modus

Matteo Belli

Il teatro Modus / Degli Orti di Piazza Orti di Spagna si prepara a ospitare “Sogno (ma forse no). Un gioco a tre con Pirandello”, l’attesa nuova produzione firmata Orti Erranti. Lo spettacolo propone una rilettura sorprendente della commedia pirandelliana: la scena non sarà abitata solo dai personaggi classici, ma vedrà la partecipazione straordinaria di Matteo Belli nel ruolo delle “note di regia”. Una scelta stilistica originale che incarna lo spirito del grande autore siciliano, aggiungendo una dimensione grottesca e metateatrale alla narrazione.

L’appuntamento si articola su due weekend consecutivi per permettere a tutto il pubblico di partecipare:

  • Venerdì 10 e sabato 11 aprile alle ore 21:00
  • Domenica 12 aprile alle ore 18:00
  • Venerdì 17 e sabato 18 aprile alle ore 21:00
  • Domenica 19 aprile alle ore 18:00

La sfida per la compagnia Orti Erranti questa volta è affrontare il testo di un grande autore. La regia è collettiva, mentre gli attori sono Laura Murari, Sergio Bonometti e Matteo Belli. Si tratta di tre nomi ben noti al pubblico di Modus: Laura Murari ha dato prova delle sue doti trasformative e interpretative nelle vesti di Maria Callas e di Frida Kahlo; Sergio Bonometti ha scosso gli spiriti con il suo divertente“Ah!”; Matteo Belli, bolognese, quest’anno ha portato sul palco del teatro veronese “Solità”, un monologo di riflessioni amaramente ironiche.

In questo caso si tratta di un esperimento che rende omaggio all’abilità letteraria di Pirandello e smuove il palco in un’operazione al limite con il metateatro: mettere in scena le accurate e visionarie note di regia di Pirandello, con un risultato esilarante, marionettistico e grottesco. “Sogno (ma forse no)” – questo il titolo originale della commedia – fu scritta tra il 1928 e il 1929, e andò in scena per la prima volta negli anni ’30. Muovendosi in un’atmosfera onirica, fra momenti di sogno e di realtà, la protagonista tradisce un uomo con un altro, e vive negli incubi le conseguenze della sua confusione amorosa in un esito di grande e amara comicità.

«Il testo di Pirandello, uno dei suoi minori e meno frequentati, diviene per noi un pretesto, per mettere in scena un gioco teatrale, un divertissement» spiega il direttore artistico di Modus Andrea Castelletti, «dove, rispetto ai due personaggi previsti da Pirandello, noi mettiamo in scena anche la didascalia, cioè quelle indicazioni che oggi chiameremo ‘di regia’ e all’inizio del secolo erano invece appannaggio dell’autore, che immaginava la scena, i movimenti e l’atmosfera: tutte quelle indicazioni che oggi non ci sono più, perché sono demandate al regista,invece al tempo erano in mano all’autore ed erano anche molto abbondanti». 

«In questo caso le didascalie sono scritte con la maestria letteraria di Pirandello e quindi di una incredibile bellezza» prosegue Castelletti. «Per questo abbiamo deciso di aggiungere il personaggio della didascalia, che è una specie di regista in pectore, una sorta di deus ex machina che impone agli attori lo stato d’animo, le posture, le movenze e questo diventa occasione per uno squisito gioco teatrale molto lezioso, per quanto immerso nell’aulicità della scrittura pirandelliana, a tratti marionettistico, a tratti grottesco, a tratti surreale, a tratti futurista».

«A interpretare la didascalia in scena sarà Matteo Belli» prosegue Castelletti, «attore bolognese e fra i nomi più interessanti del panorama italiano, che vanta collaborazioni importanti ed è passatoa Verona varie volte. Poi Laura Murari, attrice di punta del Teatro Impiria e Sergio Bonometti, attore sulla piazza veronese con cui collaboriamo frequentemente e sempre felicemente».

«Un altro dettaglio originale è la scenografia di Luca Altamura e Paola Muccio, scenografi di grande esperienza ora in forza al teatro di Genova e fino a pochi anni fa in forza all’ente lirico di Verona. A enfatizzarla, il light design di Vincenzo Raponi, per molti anni collaboratore di Pierluigi Pizzi, fra i più importanti registi viventi» conclude Andrea Castelletti. «La scenografia cade a pezzi e vuole raccontare un decadimento, una distruzione in atto, un abbandono della dimensione culturale. È come una rappresentazione della striscia di Gaza, un luogo in cui tutto il mondo è scivolato. Un luogo in cui le persone giocano a fare i teatranti, quando dovremmo impegnarci a ricostruire la bellezza di questo mondo in rovina. Questo è un messaggio nel messaggio, ciò che racconta la scenografia, mentre la storia rivela il suo senso squisitamente pirandelliano della maschera benpensante che indossa il borghese, un messaggio ancora oggi molto attuale». 

Biglietti interi a 12 euro, ridotto a 10 euro. Tutto il calendario è consultabile su modusverona.it. Per informazioni contattare: 392 3294967, [email protected] .

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