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“Rialzarsi per Rifiorire” per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Rialzarsi per Rifiorire

Martedì 24 novembre 2026, dalle ore 18.30 alle 20:00, presso la Biblioteca Girolamo Caliari di Borgo Roma si terrà in occasione del 25 novembre, il laboratorio esperienziale “Rialzarsi per Rifiorire” per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Con l’iniziativa “Rialzarsi per rifiorire”, l’associazione Nuova Acropoli promuove un momento di riflessione, confronto e sensibilizzazione, rinnovando il proprio impegno nella diffusione della cultura del rispetto, nella tutela dei diritti e della libertà femminile e nella lotta contro ogni forma di violenza di genere.

Un titolo che racchiude un messaggio di speranza e solidarietà, ma anche un invito a riconoscere le ferite della violenza, a rompere il silenzio e a costruire insieme le condizioni affinché ogni donna possa ritrovare la propria voce, la propria libertà e la possibilità di scegliere il proprio futuro. L’ iniziativa si aprirà con un momento introduttivo dedicato alla riflessione sul significato della Giornata e sull’importanza di un impegno collettivo capace di andare Oltre la ricorrenza.

La violenza sulle donne non si manifesta soltanto attraverso i segni delle violenze fisiche, delle aggressioni subite ma può assumere forme psicologiche, economiche e di controllo spesso difficili da riconoscere. Per prevenirle è fondamentale promuovere la consapevolezza, l’educazione al rispetto e strumenti concreti per chiedere aiuto.
Terra dei Popoli, associazione di mediatori e mediatrici linguistico-culturali che opera a Verona per favorire l’incontro tra persone di culture diverse, in particolare tra cittadini con background migratorio e i servizi del territorio, proporrà il laboratorio “Intrecci vulnerabili: genere, migrazione e le forme di discriminazione”.

Questo laboratorio è pensato come uno spazio di dialogo aperto e approfondimento.
L’obiettivo è: riconoscere i segnali della violenza nelle sue diverse manifestazioni, mettere in discussione i pregiudizi e stereotipi culturali, conoscendo le risorse e i servizi di supporto presenti sul territorio.

Il laboratorio prenderà avvio dalla condivisione, nelle diverse lingue madri, di parole legate alla forza e al rispetto, per ricordare come la dignità e il diritto alla protezione siano valori universali, che abbattono tutti i confini e abbracciano ogni cultura. Attraverso l’attività simbolica “I fili della rete”, i partecipanti saranno invitati a ricreare una rappresentazione delle risorse a cui è possibile rivolgersi nei momenti di difficoltà: amiche, scuola, servizi territoriali e centri di ascolto.

La rete sarà l’immagine concreta della comunità capace di sostenere, accogliere e contrastare l’isolamento affinché nessuna donna si senta sola di fronte alla violenza. Il percorso sarà accompagnato dalla condivisione della mostra fotografica “Com’eri vestita?”.

L’associazione Isolina e… fondata nel 2013, prende il nome da Isolina Canuti, giovane donna uccisa a Verona nel 1900, la cui storia è stata riscoperta grazie a Dacia Maraini. Da anni l’associazione opera per contrastare la cultura patriarcale e promuovere il rispetto dei diritti e della libertà femminile, attraverso progetti nelle scuole, mostre come “Com’eri vestita?”, reading e spettacoli teatrali. Un impegno che guarda in particolare alle nuove generazioni, nella convinzione che l’educazione sia uno strumento essenziale per prevenire la violenza e la cultura che la alimenta.

«La storia di Isolina ci ricorda che la violenza non è un’emergenza nuova, ma una radice da estirpare insieme. Il nostro impegno continua ogni giorno: mai più violenza sulle donne»

“Com’eri vestita?” è un progetto di sensibilizzazione che invita ad interrogarsi sui pregiudizi che colpevolizzano le vittime di violenza sessuale a partire dal loro abbigliamento. Un’occasione per ribadire un principio fondamentale: nessun comportamento, scelta o abito può giustificare la violenza, e la responsabilità non è mai di chi la subisce.

La riflessione proseguirà con i libri “parlanti”, attraverso le testimonianze letterarie e la lettura di estratti a cura degli autori di “Prima che l’amore mi uccida”, raccolta di poesie di Ana Maria Serna, e “La violenza sulle donne” di Domenico Grillo. Le due opere offriranno ulteriori spunti per approfondire il tema della violenza di genere, con particolare attenzione al ruolo dell’educazione maschile e alla necessità di promuovere relazioni fondate sul rispetto, sulla consapevolezza e sulla responsabilità.

“La mia arte è un omaggio alle donne, alla loro femminilità, dolcezza, sensualità, consapevolezza e creatività.” Ana Maria Serna.

Attraverso il dialogo, le attività laboratoriali e la forza delle parole, “Rialzarsi per rifiorire” intende contribuire a un cambiamento culturale concreto, che coinvolga le persone e la comunità nella prevenzione della violenza e nella costruzione di relazioni più libere e paritarie.

La partecipazione al laboratorio e alle attività dell’iniziativa è libera e aperta a tutti, non richiede prenotazione. Non è necessario portare materiale: tutto ciò che occorre per partecipare sarà messo a disposizione durante l’incontro.

«Per combattere la violenza sulle donne è necessario riconoscere ogni forma di discriminazione, superare gli stereotipi e costruire reti di ascolto e sostegno, nelle quali nessuna donna sia lasciata sola. Il nostro impegno continua ogni giorno: educare al rispetto, difendere la libertà femminile e lavorare per una società in cui ogni donna possa vivere senza paura.»

Evento organizzato nell’ambito delle iniziative promosse dagli Assessorati Pari Opportunità e Parità di Genere in occasione della Giornata mondiale per la eliminazione della violenza contro le donne, 25 novembre 2026.

Info e contatti
Sede: Nuova Acropoli Verona – Via Redipuglia, 4
Email: [email protected]

Per informazioni, è possibile rivolgersi direttamente all’associazione dal lunedì al giovedì dalle 19 alle 21, presso la sede in via Redipuglia, 4 (borgo Roma) oppure direttamente al numero 380 768 9599 (telefono – sms – whatsapp), o ancora via mail a [email protected].

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