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“Fuorigioco dal pregiudizio”: lo sport femminile contro gli stereotipi
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Data
27 Marzo 2026
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Ore
15:30 - 21:00
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Ex Arsenale di Verona
Piazza Arsenale, 11, 37126 Verona VR
Venerdì 27 marzo, Verona diventa il centro di un dibattito fondamentale con l’evento “Fuorigioco dal Pregiudizio: Diritti, Performance e il Futuro dello Sport al Femminile”, un pomeriggio dedicato all’evoluzione del movimento sportivo femminile tra diritti, scienza e sfide future.
L’incontro scaverà a fondo nei temi della leadership, della normativa e della consapevolezza. Professionisti del settore, rappresentanti delle istituzioni e atlete si confronteranno per analizzare come lo sport possa diventare un motore di inclusione reale, superando i limiti imposti dai pregiudizi di genere. Per concludere la serata in bellezza, l’evento lascerà spazio alle note del trio “Cat Shades”, che chiuderà l’incontro con una performance musicale tutta al femminile.
L’evento proposto da VeGa, (Veronesi Giuriste Associate), associazione nata con l’obiettivo di portare l’attenzione alle pari opportunità in vari ambiti, è ideato e organizzato da Studioventisette.
L’apertura è prevista alle 14:30 con accoglienza e registrazione, mentre alle 14:45 prenderanno il via i saluti istituzionali, momento che segna il valore pubblico dell’iniziativa. Saranno presenti il Sindaco di Verona Damiano Tommasi, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo forense e associativo: Sara Moretto, Silvia Fiorio, Mauro Regis, Paola Poli, Niki Leonetti e Sara Gini. Introduce la Vicesindaca Barbara Bissoli, con delega alla parità di genere.
A guidare il dialogo sarà Francesca Cheyenne, voce storica di RTL 102.5, figura autorevole e riconosciuta per il suo impegno sull’empowerment femminile.
Diritti e professionismo: il punto sul presente
Alle 15:00 si entra nel cuore dei contenuti con il primo talk dal titolo “DallaDiscriminazione al Professionismo: Il quadro normativo e le sfide aperte”, affidato all’avvocata Elisabetta Baldo, professionista del foro veronese e da anni attiva sui temi delle pari opportunità. Il suo intervento mette a fuoco il passaggio dalla discriminazione al riconoscimento del professionismo femminile, evidenziando i progressi normativi ma anche le criticità ancora aperte sul piano contrattuale e previdenziale.
Un contributo che restituisce una visione chiara: il cambiamento è in atto, ma il percorso verso una reale equità è ancora in costruzione.
La voce delle protagoniste: lo sport vissuto
Alle 15:30 il racconto si sposta sul campo con la testimonianza di Chiara Coltri, capitana della nazionale italiana di pallacanestro in carrozzina e figura di riferimento del movimento paralimpico. La sua esperienza unisce alto livello sportivo, rappresentanza e inclusione, offrendo uno sguardo autentico sul significato dello sport oggi.
Alle 16:30 il dialogo si amplia con le esperienze di Alice Malandrino, giovane atleta tra danza e preparazione atletica, Giulia Borsetti, che ha trovato nella forza uno strumento di benessere e gestione del dolore, e Giorgia Grizzi, danzatrice contemporanea che integra allenamento e performance. Tre percorsi diversi che raccontano un unico tema: lo sport come spazio di evoluzione personale e superamento dei limiti.
Allenamento e consapevolezza: oltre gli stereotipi
Alle 16:00 il secondo talk, “Il corpo delle donne non è un’opinione“, è affidato a Valentina Pomari, preparatrice fisica con oltre venticinque anni di esperienza. Il suo intervento affronta uno dei nodi più attuali: il rapporto tra donne e allenamento della forza, ancora oggi influenzato da stereotipi culturali.
Attraverso un approccio scientifico e consapevole, il contributo evidenzia come l’allenamento possa diventare uno strumento di salute, prevenzione e performance, ma anche di liberazione da modelli limitanti.
Leadership e dinamiche di squadra
Alle 17:00 spazio alla dimensione organizzativa e relazionale con Pier Nicola Fazzini, allenatore UEFA B e laureato in psicologia del lavoro. Con il suo intervento “La Mente e il Cuore del Team: Strategie di Coaching per l’Eccellenza Femminile”, racconta la sua esperienza nel passaggio dal calcio maschile a quello femminile. Diventa l’occasione per riflettere su leadership, comunicazione e gestione del gruppo, mettendo in luce le specificità e il valore dei contesti femminili.
Alle 17:30 il confronto si chiude con le testimonianze di Eleonora Salamon, calciatrice che porta un racconto di resilienza e continuità, e Camilla Spagnol, ultratrailer veronese, che restituisce una prospettiva sullo sport individuale vissuto al femminile.
Un pomeriggio aperto alla città
La chiusura è prevista alle 18:00, con i saluti finali e il rilascio degli attestati. L’evento è a ingresso libero e riconosce crediti formativi per gli avvocati, a conferma della sua natura trasversale e multidisciplinare.
“Fuorigioco dal Pregiudizio” non è solo un convegno, ma un momento di confronto reale, in cui diritto, sport e società si incontrano per costruire una visione più equa, consapevole e contemporanea dello sport femminile.
La sera: musica e identità femminile sul palco
La sera prosegue alle 19.00 con il concerto delle Cat Shades, con Veronica Marchi, Gabriella Morelli e la special guest Maddalena Fasoli, che porteranno sul palco lo spettacolo “Non sono una signora”. Il titolo prende ispirazione dal celebre brano scritto da Ivano Fossati e portato al successo da Loredana Bertè, nato alla fine degli anni Settanta in un periodo in cui per una donna, spesso, matrimonio e carriera sembravano ancora inconciliabili. Quel brano diventò un vero e proprio grido di libertà contro le etichette e le aspettative imposte dalla società, ed è proprio da questo messaggio che prende forma il viaggio musicale delle Cat Shades.
La band, tutta al femminile e veronese, costruisce un percorso tra alcune delle canzoni più belle e iconiche della musica italiana e internazionale, mescolando grandi successi del passato con brani più recenti, reinterpretati in chiave pop/folk con freschezza e spontaneità e trasformati in medley completamente riarrangiati.
Ne nasce un racconto musicale che attraversa epoche e generi diversi, ma con un filo conduttore ben preciso, la forza, la libertà e la voce delle donne nella musica e nella vita. Un concerto che racconta il pop nella sua dimensione più autentica e senza tempo, fatto di canzoni popolari perché entrate nella vita di tutti, perché hanno fatto la storia e perché continuano ancora oggi a ispirare chi sceglie di non piegarsi alle regole imposte, ma di seguire la propria strada.