“Re Lear è morto a Mosca” al Teatro Astra
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Data
23 Gennaio 2026
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Ore
21:00
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Cinema Teatro Astra
Via Roma, 3/b, 37057 San Giovanni Lupatoto VR
Due attori uccisi dal regime staliniano, un teatro cancellato, il primo e unico Re Lear in lingua yiddish mai più rappresentato.
Venerdì 23 gennaio 2026 lo spettacolo Re Lear è morto a Mosca ricostruisce la storia vera di Solomon Michoels e Veniamin Zuskin, protagonisti del Teatro Ebraico di Mosca eliminati per aver portato in scena Shakespeare nell’Unione Sovietica degli anni Quaranta. Lo spettacolo di César Brie, vincitore del Premio Theatrical Mass 2023, racconta un teatro capace di spaventare il potere.
L’attore e autore argentino, tra le voci più autorevoli del teatro civile contemporaneo, firma la regia e la drammaturgia, quest’ultima insieme a Leonardo Ceccanti, guidando una creazione corale che intreccia storia, memoria e teatro, accompagnata dalle musiche tradizionali Yiddish. Lo spettacolo della compagnia Isola del Teatro è inserito nella rassegna Giovani a Teatro con 1 euro.
É il 1948 quando l’Unione Sovietica di Iosif Stalin cancella un’intera esperienza artistica. Il 13 gennaio Solomon Michoels, direttore artistico del GOSET – il Teatro Ebraico di Mosca – e celebre interprete di Re Lear in lingua yiddish, viene assassinato a Minsk in un finto incidente stradale. Lo stesso anno, nella notte tra il 23 e il 24 dicembre, Veniamin Zuskin, suo compagno di scena e Fool in quello stesso Re Lear, è arrestato a Mosca, torturato e infine fucilato nel 1952 durante la Notte dei poeti assassinati. Con loro viene smantellato un intero progetto culturale. Il GOSET chiuse dopo poco e con esso il primo e unico Re Lear messo in scena in yiddish, la lingua parlata quotidianamente dagli ebrei.
Da questa storia vera e a lungo dimenticata nasce Re Lear è morto a Mosca. Vincitore del Premio Theatrical Mass 2023, lo spettacolo è un omaggio alla memoria di due straordinari attori del Novecento e a un’esperienza teatrale che ha saputo trasformare il palcoscenico in uno spazio di verità. Solomon Michoels e Veniamin Zuskin furono accusati di aver “volato troppo in alto”, colpevoli di aver immaginato un teatro d’arte fatto di canti, danze, poesia e colore in lingua yiddish nell’Unione Sovietica staliniana.
Attraverso i personaggi del Re Lear, i dipinti di Chagall, le lettere di Gordon Craig e una rigorosa ricostruzione storica guidata da Antonio Attisani, César Brie compone un viaggio nella memoria per interrogare il rapporto tra arte e potere, tra censura e libertà, tra memoria e oblio. Il testo è ispirato al libro I viaggi di Veniamin – Vita, arte e destino di un attore ebreo di Ala Zuskin Perelman, figlia di Veniamin Zuskin, e nasce da una creazione collettiva che ha coinvolto otto giovani interpreti del panorama italiano in un intenso percorso formativo e artistico — sul palcoscenico insieme a Brie, Leonardo Ceccanti, Eugeniu Cornitel, Davide De Togni, Anna Vittoria Ferri, Tommaso Pioli, Annalesi Secco, Laura Taddeo e Alessandro Treccani. In scena un lavoro corale che intreccia parola, corpo, canto e danza, accompagnato da musiche originali di Pablo Brie e da musiche tradizionali yiddish, restituendo il respiro di un teatro cancellato ma non dimenticato.
César Brie, nato a Buenos Aires nel 1954, è regista, autore, attore e pedagogista teatrale con oltre cinque decenni di carriera internazionale. Dopo la formazione e le prime esperienze in Italia e in Danimarca con la Comuna Baires, il Collettivo Tupac Amaru e il gruppo Farfa/Odin Teatret, nel 1991 fonda in Bolivia il Teatro de los Andes, con cui realizza spettacoli destinati a girare il mondo, tra cui Romeo e Giulietta, Ubu in Bolivia, I Sandali del Tempo, Solo gli ingenui muoiono d’amore, Dentro un sole giallo, Fragile, Otra vez Marcelo, l’Iliade, L’Odissea. Con Karamazov (2012) è stato nominato tra le migliori regie al Premio UBU, uno dei riconoscimenti più prestigiosi del teatro italiano contemporaneo. Oltre al teatro, Brie ha realizzato due documentari in Bolivia: Umiliati e offesi e Tahuamanu, su un pestaggio a campesinos e su un massacro nella giungla boliviana, oltre ad aver diretto e interpretato numerose produzioni in Italia e in Sud America, collaborando con importanti compagnie e festival internazionali. Il suo lavoro è oggetto di studi, libri e pubblicazioni e ha partecipato a festival e rassegne in Europa e America Latina, consolidandosi come una voce di riferimento del teatro civile e di ricerca.
Al termine dello spettacolo, il pubblico potrà trattenersi per il concerto del gruppo Hot Fingers, composto da Nicola Massella, Martino De Franceschi e Pietro Girardi, che proporranno musiche folk e jazz.
“Giovani a Teatro con 1 euro” è l’iniziativa rivolta ai ragazzi entro i 26 anni di età, che potranno accedere agli spettacoli con un prezzo simbolico, recandosi alla biglietteria del Cinema Teatro Astra (nei giorni precedenti o il giorno dell’evento, a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo). Basterà esibire un documento di identità in corso di validità e dichiarare il proprio Comune di residenza. La promozione comprende una selezione di appuntamenti della stagione. Dopo Re Lear è morto a Mosca il 23 gennaio, la promozione prosegue con La verità non si uccide il 6 febbraio, Solitario il 7 febbraio, Ho adottato mio fratello il 19 febbraio, Ritornerò poeta il 27 marzo e L’Isola dei Fiori sabato 11 aprile.
Biglietti e abbonamenti sono disponibili alla biglietteria del Cinema Teatro Astra e sul sito https://ticket.cinebot.it/astra/. La biglietteria del Teatro Astra è aperta il lunedì (dalle 17:00 alle 18:30), il martedì (dalle 10:30 alle 12:30) e il mercoledì (dalle 16:00 alle 18:00). Per maggiori informazioni si può chiamare lo 045 9250 825 | 392 7569 300 o scrivere a [email protected] e alle pagine social dell’Astra.
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