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Il Teatro Ristori rilegge “Le notti bianche di Dostoevskij”

Le notti di Dostoevskij al Teatro Ristori

A duecento anni dalla nascita di Fëdor Dostoevskij, la sua voce torna a interrogare il presente con sorprendente attualità: “Notti”, al Teatro Ristori mercoledì 1° aprile, rilegge Le notti bianche di Dostoevskij in una chiave contemporanea tra linguaggio teatrale e video live. Spettacolo a firma di Rajeev Badhan ed Elena Strada. In scena, tre interpreti daranno corpo a una narrazione che si sdoppia e si moltiplica, costruita su piani paralleli e dimensioni che si intersecano.

Ci sono notti che non finiscono mai, sospese tra desiderio e solitudine. Tra ciò che si immagina e ciò che accade davvero. Da questo spazio fragile e potentissimo prende forma Notti lo spettacolo che il Teatro Ristori propone mercoledì 1° aprile, alle ore 20:30, nell’ambito della rassegna Serate d’Autore ispirato a Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij, uno dei racconti più celebri e intimi della letteratura russa. A duecento anni dalla nascita, Dostoevskij torna a interrogare il presente con una forza sorprendentemente attuale per scandagliare, attraverso il teatro, la complessità delle relazioni umane di oggi.

Firmato da Rajeev Badhan ed Elena StradaNotti non sarà una semplice trasposizione teatrale ma un attraversamento contemporaneo dell’opera dostoevskiana, capace di mettere in dialogo epoche e linguaggi. Il racconto ottocentesco – pubblicato nel 1848 e centrato sulla figura del “sognatore”, un uomo incapace di vivere pienamente la realtà e rifugiato nelle proprie fantasie – diventerà qui materia viva, riletto alla luce delle fragilità e delle contraddizioni delle relazioni contemporanee.

In scena, tre interpreti daranno corpo a una narrazione che si sdoppia e si moltiplica, costruita su piani paralleli e dimensioni che si intersecano. Il dispositivo scenico – che intreccia teatro, video e video live – diventerà parte integrante della drammaturgia, trasformando il racconto in un’esperienza immersiva e stratificata. Il pubblico sarà così accompagnato dentro un flusso visivo e narrativo in cui realtà e immaginazione si sovrappongono, proprio come accade nel testo di Dostoevskij, dove il confine tra sogno e vita vissuta si fa sempre più sottile.

Al centro resterà il tema dell’amore, filtrato attraverso una sensibilità contemporanea. La riflessione si aprirà infatti alle suggestioni di Amore liquido di Zygmunt Bauman interrogando la natura dei legami nel presente: quanto sono stabili i sentimenti oggi? È possibile conciliare amore e libertà? Esiste ancora un terreno comune su cui costruire relazioni durature? Domande che attraversano lo spettacolo e che emergono con forza proprio grazie alla tensione tra il testo originario e la sua riscrittura scenica .

L’opera dell’autore russo Dostoevskij è il punto di partenza, drammaturgico e narrativo, dell’intera performance teatrale – spiega il regista Rajeev Badhan – e riemerge attraverso il mezzo del video, quasi fosse un sogno o una proiezione caleidoscopica di ciò che è accaduto o potrebbe accadere”. Un impianto che rende il testo non solo oggetto di rappresentazione ma strumento di indagine metateatrale in cui gli stessi personaggi sembrano perdersi e ritrovarsi, portando alla luce nuove domande sull’amore e sulla fragilità del presente .

La scelta di una recitazione essenziale, “liberata” da sovrastrutture, accompagnerà questa costruzione registica, lasciando emergere le emozioni in modo diretto, quasi in contrasto con la dimensione tecnologica e visiva che attraversa la scena. Il risultato sarà un equilibrio dinamico tra corpo e immagine, tra presenza e rappresentazione, in cui lo schermo non sostituisce il teatro ma lo amplifica, creando livelli di lettura molteplici.

Maggiori informazioni e biglietti sul sito www.teatroristori.org

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