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Ottavia Piccolo porta “Donna non rieducabile” al Teatro Camploy

DONNA NON RIEDUCABILE con Ottavia Piccolo

Venerdì 3 aprile alle 21:00, il Teatro Camploy ospita l’evento clou della rassegna “La Repubblica delle donne. 80 anni di futuro”. La grande interprete Ottavia Piccolo sale sul palco con “Donna non rieducabile”, uno spettacolo di civile e profonda intensità promosso dal Comune di Verona. Si tratta dell’appuntamento più atteso del cartellone Modus, un’occasione preziosa per riflettere sul coraggio e sul futuro attraverso la voce di una delle protagoniste assolute del teatro italiano.

Donna non rieducabile” è un potente testo di Stefano Massini, altro importante nome del teatro italiano, sulla giornalista russa naturalizzata statunitense Anna Politkovskaja. Nel 2006, mentre indagava sulla seconda guerra cecena e sulla violazione dei diritti umani durante la presidenza di Vladimir Putin, Politkovskaja fu assassinata nell’androne del suo palazzo a Mosca, uccisa da un colpo di Makarov PM, la pistola utilizzata come arma d’ordinanza dalle forze armate dell’Unione Sovietica. Da allora sono passati vent’anni e il caso è ancora aperto, pulsante come un lutto avvolto di mistero e ingiustizia nella memoria collettiva.

Con la regia di Silvano Piccardi e un accompagnamento di musiche per arpa composte ed eseguite dal vivo da Floraleda Sacchi, “Donna non rieducabile” mette in scena articoli e testi autobiografici della giornalista, presentandola come una figura complessa, forte, intelligente, talvolta dura, ma votata completamente al suo lavoro e al racconto della verità in una Russia dove i diritti civili vanno diradandosi sempre di più. Ottavia Piccolo dà allora voce allo smarrimento, all’orrore, alla dignità e anche all’ironia di una donna indifesa e tenace.

«Ho scritto ‘Donna non rieducabile’ adattando in forma teatrale brani autobiografici e articoli di Anna Politkovskaja» spiega Stefano Massini. «La mia idea era trasformare drammaturgicamente questi materiali lavorando sullo scatto d’istantanea, ovvero sulla sequenza immediata, sul flash che coglie un dettaglio e dalla somma di dettagli ricava l’insieme. Non ho voluto raccontare la ‘storia di Anna’, non mi interessava. E neppure mi interessava farla raccontare ad altri personaggi eventuali. Il mio unico obiettivo era restituire dignità teatrale a una sensazione che mi aveva colpito nel primo avvicinamento ai testi della Politkovskaja: la loro feroce immediatezza. La loro portata fotografica».

«Ho tentato così di costruire un album di immagini, una carrellata di esperienze in presa diretta, una galleria di zoom su precise situazioni, atmosfere, solo talvolta stati d’animo» prosegue Massini. «Ne è nato un collage di quasi venti quadri. Ogni volta che il quadro inizia il pubblico non sa niente: viene brutalmente scaraventato dalle parole in un contesto che non conosce e che sta a lui ricostruire dai particolari. È come se per venti volte gli occhi si riaprissero e si richiudessero su temi e luoghi diversi, sempre da intuire. Direi che non si tratta di un testo su Anna Politkovskaja, bensì un viaggio negli occhi di Anna Politkovskaja».

La stesura del testo da parte di Stefano Massini inizia poco dopo l’omicidio della giornalista, un fatto che colpisce l’opinione pubblica russa e internazionale nel profondo. Il testo viene poi rielaborato insieme a Ottavia Piccolo e a Silvano Piccardi per tratteggiare un disegno meno storico e più intimo sulla persona di Anna Politkovskaja. Sulla sua vita, che è diventata qualcosa di unico ed emblematico, in cui vicenda personale e professionale sono indissolubilmente legate, e che ancora sfugge alla comprensione e alla coscienza contemporanea. 

Ottavia Piccolo nasce a Bolzano e inizia da giovanissima a calcare i palchi dei teatri con registi quali Luigi Squarzina, Giorgio Strehler, Luca Ronconi e Massimo Castri. A partire dagli anni ’60 collabora con i più grandi registi del cinema italiano, da Visconti a Scola, da Germi a Pupi Avati.

«Ospitare quella che forse è la più grande attrice italiana vivente nel cartellone di Modus è un grande onore» commenta Andrea Castelletti, direttore artistico del teatro veronese. «Credo che sia anche un’opportunità per i veronesi di apprezzare un testo di altissima qualità scritto da Stefano Massini, un altro nome importante del teatro italiano. “Donna non rieducabile” è una bandiera al valore dei diritti civili e dei diritti dell’uomo che in questi giorni sono sempre più calpestati, non solo in Russia come al tempo dei fatti narrati, ma in troppe parti del mondo. Questo spettacolo ci ricorda quanto sia importante far sentire la propria voce, non piegarsi ai potenti, in difesa di questi diritti che ci rendono umani».  

Biglietti interi a 12 euro, ridotto a 10 euro. Il calendario è consultabile su modusverona.it. Per informazioni contattare: 392 3294967, [email protected] .

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