Arche Scaligere, il “giardino” di pietra

Verona / Centro Storico

il “giardino” di pietra

Nel 1277 la famiglia della Scala sale al potere per volere del popolo, iniziando quella dinastia che manterrà il suo dominio sino al 1387.

I primi signori sviluppano le loro dimore, progressivamente, in un’area strategica nelle vicinanze del Comune, creando un magnifico polo laico al cui interno spiccano le Arche Scaligere, i sepolcri degli scaligeri, vero gioello d’arte gotica. Sfruttando la preesistenza della piccola ma suggestiva chiesa romanica di Santa Maria Antica, risalente al VII secolo, che diverrà la cappella palatina dei della Scala, si volle creare un sepolcreto tra le dimore scaligere e la chiesa stessa che desse lustro alla famiglia e si notasse per bellezza ed imponenza.

La tipologia di questo “giardino” di pietra trae ispirazione dall’arca di un amico dei della Scala, Guglielmo da Castelbarco, che si può vedere vicino alla chiesa di Sant’Anastasia.

All’inizio l’architettura delle tombe si ispirava alla semplicità romana, come si nota da quelle terragne con coperchio ad antefisse per lo più prive di epigrafi, in pietra locale e decorate semplicemente dallo stemma di famiglia – all’interno del recinto in ferro battuto voluto dall’ultimo scaligero Antonio – mentre le successive avranno carattere celebrativo e quindi saranno ricche di decorazioni.

La morte improvvisa di Cangrande I nel 1329, porterà il nipote Mastino II a far erigere un vero e proprio monumento che incornicerà l’ingresso laterale della cappela di famiglia e che verrà eseguito dal cosiddetto Maestro di Sant’Anastasia, lo stesso dell’arca di Castelbarco.
L’arca è composta da una cassa arricchita dalla scultura giacente del signore e coperta da piramide tronca alla cui sommità svetta la copia della statua equestre rappresentante il grande cavaliere.
Nel 1351 si iniziano i lavori per l’arca di Mastino II.
La tomba del nipote è però più ambiziosa rispetto alla precedente e, posta all’interno del recinto a fianco della chiesa, consta di pilastri, colonne ed un alto baldacchino decorato da pinnacoli ed edicole; sulla cima ancora il signore a cavallo, copia anche questa, l’originale si conserva in Castelvecchio.

La terza arca in elevazione è quella del figlio di Mastino II, Cansignorio, che commissionò la sua tomba nel 1375, poco prima della morte, al lombardo Bonino da Campione.
L’iconografia è analoga agli esempi precedenti ma la ricercatezza delle decorazioni e l’imponenza architettonica ne fanno un complesso di primissimo ordine, tant’è che molti viaggiatori stranieri ne rimasero incantati prendendola a modello per un loro mausoleo.

Da citare, infine, l’arca pensile in stile veneziano di Giovanni della Scala, morto nel 1359, che si trova dietro la chiesa.

Indirizzo

Arche scaligere, Verona, VR, Italia

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