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Elio canta a recita Jannacci al Teatro Romano

elio ci vuole orecchio

Giovedì 23 Giugno Elio sale sul palco del Teatro Romano e mette in scena “Ci vuole orecchio”. Un varietà giocoso e spensierato, uno sberleffo che un po’ strizza l’occhio al teatro canzone di Giorgio Gaber e alla poetica di Dario Fo. Porterà la milanesità dell’indimenticabile “poetastro” Jannacci in giro per lo Stivale, intrattenendo e divertendo in poco più di un’ora che scorre serrata. Canzoni e storie si susseguono una dopo l’altra spaziando tra il nonsense e la storiella da bar, tra l’assurdo e l’amore agrodolce urbano, tra calembour linguistici e gag da varietà brillante.

Enzo Jannacci, il poetastro come amava definirsi, è stato il cantautore più eccentrico e personale della storia della canzone italiana, in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza, tragedia e farsa, gioia e malinconia. E ogni volta il suo sguardo, poetico e bizzarro, è riuscito a spiazzare, a stupire: popolare e anticonformista contemporaneamente.

Jannacci è anche l’artista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano delle periferie degli anni ‘60 e ‘70, trasfigurandola in una sorta di teatro dell’assurdo realissimo e toccante, dove agiscono miriadi di personaggi picareschi e borderline, ai confini del surreale.
“Roba minima”, diceva Jannacci: barboni, tossici, prostitute coi calzett de seda, ma anche cani coi capelli o telegrafisti dal cuore urgente.

Un Buster Keaton della canzone, nato dalle parti di Lambrate, che verrà rivisitato, reinterpretato e “ricantato” da Elio.

Sul palco, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione, troveremo assieme a Elio cinque musicisti, i suoi stravaganti compagni di viaggio, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora. A loro toccherà il compito di accompagnare lo scoppiettante confronto tra due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di “schizzo” Jannacci. Da Beppe Viola Cesare Zavattini, da Franco Loi Michele Serra, da Umberto Eco Fo o a Gadda.
Uno spettacolo giocoso e profondo perché “chi non ride non è una persona seria”.

Regia e Drammaturgia: Giorgio Gallione
Arrangiamenti Musicali: Paolo Silvestri
Con Seby Burgio – Pianoforte, Martino Malacrida – Batteria, Pietro Martinelli Basso e Contrabbasso, Sophia Tomelleri – Sassofono, Giulio Tullio – Trombone
Light Designer: Aldo Mantovani
Scenografie: Lorenza Gioberti
Costumi: Elisabetta Menziani

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giovedì 23 Giugno 2022

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