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Giovanni Chiamenti e C+C=Maxigross in una performance immersiva a Palazzo Forti

key Bioindicator

Nel cortile di Palazzo Forti, l’artista Giovanni Chiamenti presenta Key Bioindicator, un’opera video che indaga gli effetti dell’inquinamento dovuto a microplastiche e le profonde trasformazioni che minacciano l’ecosistema; la proiezione è proposta per l’occasione con una inedita sonorizzazione live realizzata in collaborazione con il collettivo C+C=Maxigross.

Data: 2 maggio 2026
Sede: Palazzo Forti, Volto Due Mori 4 (corso S. Anastasia), Verona
Info & orari: ingresso libero | presentazione ore 20:30 | due repliche, ore 20:45 e ore 21:20

L’evento è promosso da Accademia Cignaroli, nell’ambito delle iniziative dedicate all’arte contemporanea d’ora in poi proposte sotto la formula Cignaroli Project, per Artinrete 2026, il Festival dell’Arte Contemporanea organizzato da ArtiVer con il sostegno, tra i vari, del Comune di Verona.

L’OPERA E LA SCOPERTA SCIENTIFICA
Il progetto nasce da una sconcertante scoperta scientifica: di recente sono state rilevate, per la prima volta, tracce di polimeri plastici all’interno del sistema digerente del Proasellus Franciscoloi, un minuscolo isopode (4-5 mm) che abita nelle profondità degli acquiferi carsici. Questo gambero di fiume, protagonista silenzioso del video, è diventato un bioindicatore cruciale grazie alla ricerca pionieristica condotta dalla Dott.ssa Valentina Balestra (Politecnico di Torino) e dalla Dott.ssa Tiziana Di Lorenzo (CNR di Firenze). La loro analisi dimostra, in modo inconfutabile, come l’inquinamento sia penetrato ormai in ecosistemi remoti, sinora ritenuti incontaminati.

IL VIDEO: TRA NATURA E ARTIFICIO
Il video conduce lo spettatore nelle profondità oscure di una grotta dove la luce UV svela l’innaturale fluorescenza delle micro-plastiche disperse nell’acqua. La narrazione di Chiamenti inganna deliberatamente lo sguardo, alternando habitat naturali a meticolose ricostruzioni artificiali, come l’acquario del Museo Paleontologico di Asti. Si attiva un singolare cortocircuito percettivo che annulla il confine tra natura e artificio, suggerendo l’idea che l’azione umana contamini sia il mondo reale che le sue simulazioni.

LA PERFORMANCE SONORA LIVE
L’esperienza visiva di Key Bioindicator viene amplificata dalla sonorizzazione dal vivo curata da Giovanni Chiamenti insieme a C+C=Maxigross. Il paesaggio sonoro, costruito attraverso una fusione di sperimentazione elettronica, strumenti organici e prodotti in plastica monouso darà voce alla “frizione metabolica” delle creature rappresentate. Il suono diventerà materia, accompagnando lo spettatore attraverso il trauma della scoperta scientifica fino alla visione di un futuro lascito geologico: un substrato ibrido dove rifiuti plastici e resti organici si fondono irreversibilmente.

“Attraverso il contrasto tra natura contaminata e natura simulata, Key Biondicator mira a sensibilizzare sulla pervasività dell’inquinamento e solleva un interrogativo inquietante sul nostro lascito geologico: i processi di fossilizzazione del futuro avverranno in un substrato ibrido, dove i nostri rifiuti plastici si mescoleranno ai resti organici, creando le chimere del nostro tempo. L’obiettivo finale è tradurre l’oggettività del dato scientifico in un’esperienza immersiva, rendendo visibile l’invisibile e interrogandoci sulla nostra eredità ambientale.”

Giovanni Chiamenti
Giovanni Chiamenti (Verona, 1992) è un artista transdisciplinare la cui pratica intercetta temi come la simbiogenesi fra antropico e naturale, per un superamento dell’Antropocene e la formulazione di paradigmi alternativi di sopravvivenza del pianeta e coesistenza tra specie. Alla base della sua ricerca è l’osservazione della natura e del paesaggio, inizialmente tradotta in una pratica che asseconda il plasmarsi della forma d’arte tramite processi naturali. Tra le iniziative più recenti si segnalano, nel 2025, la sua partecipazione alle mostre organizzate da Spazio Taverna, progetto di arte contemporanea attivo per la Triennale di Milano, e da MARES nel Complesso Monumentale di Santa Crocea a Bosco Marengo, nella provincia di Alessandria. Il suo lavoro è documentato da varie pubblicazioni, tra le quali Quaderni d’arte italiana n. 6 (futuro) promosso dalla Quadriennale di Roma (Treccani, 2023), e Ruins (Allemandi, 2025). Dalla recente collaborazione col CNR di Firenze e il Politecnico di Torino è nato il video Key Bioindicator.

C+C Maxigross è il collettivo psichedelico nato nel 2008, autore di brani dalle sonorità folk psichedeliche anglo-americane frammiste a slang lessicali, il cui primo concerto live si tiene nel locale di Interzona, a Verona, nell’aprile 2011. Del 2012 è il premio come miglior band emergente italiana all’Arezzo Wave Festival, nell’ambito di una selezione di 2300 concorrenti valutati da una giuria specializzata, cui segue un tour negli Stati Uniti, tra New York e Boston. Nel novembre 2013 il quintetto ritira al MEI di Pistoia il Premio PIMI per l’album “Ruvain” come Miglior Autoproduzione dell’anno. Da allora segue la pubblicazione di album e l’attività legata a concerti in spazi anche inusuali, come il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci a Fontanellato, nei dintorni di Parma

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