Salta al contenuto Passare alla navigazione principale Passa al footer

Gli acquerelli di Francesco Arduini al Museo di Castelvecchio

Gli acquerelli di Francesco Arduini

Nell’ambito delle iniziative per il centenario della nascita di Licisco Magagnatodal 4 dicembre 2021 al 6 marzo 2022, in Sala Boggian, viene allestita la mostra 

Ritorno alla rappresentazione. Gli acquerelli di Francesco Arduini
Una donazione al Museo di Castelvecchio

a cura di Francesca Rossi, Ketty Bertolaso


dove vengono presentati i 60 acquerelli donati da Francesco Arduini nel 2021 per il Gabinetto Disegni e Stampe del Museo di Castelvecchioin ricordo di Licisco Magagnato (1921-2021).

Si tratta di opere di delicata suggestione, che secondo l’artista veronese costituiscono una ripresa della rappresentazione e “un ritorno alle origini dopo la lunga produzione di arte astratta” e trovano, nell’acquerello, il medium ideale per restituire una “densità cromatica e tattile inusitata in rapporto alla traduzione consolidata di questa tecnica”. Questa fase stilistica non contraddice, ma sviluppa un percorso artistico in cui la tendenza a “rendere visibile il non visto dall’occhio” implica anche una “persistente inclinazione a indagare – con occhi di lince – nel visibile” (Verzellesi, 1990). Opere di luce e di silenzio, in cui, “foglio dopo foglio, acquerello dopo acquerello” le immagini si fissano “in una specie di eternità d’istante” (Lonardi, 1996).

La coincidenza della donazione con il centenario della nascita di Magagnato evidenzia il lungo sodalizio di amicizia e di collaborazione che legò il direttore dei Musei e Gallerie d’Arte di Verona al pittore. Tra gli anni Sessanta e Settanta, Magagnato acquisì alcune alcune opere di Arduini per la Galleria d’Arte Moderna e dedicò molte pagine in cataloghi di mostre monografiche e collettive alla produzione pittorica e grafica all’artista.

Gli acquerelli sono accostati in Sala Boggian a lavori giovanili, dipinti e incisioni delle collezioni del Museo di Castelvecchio e della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, che documentano gli esordi dell’artista e la stagione dei suoi rapporti con Magagnato.

Nelle opere di Arduini, Magagnato coglieva “un tranquillo e distaccato inseguire le analogie e le costanti profonde tra le forme naturali ed organiche, l’ordine segreto (non geometrico ma ritmico) dei profili delle linee, delle masse” e avvertiva “la presenza di uno scambio continuo tra una certa scala interiore di ritmi e andamenti stilistici, e la scoperta sempre rinnovata di aspetti della morfologia naturale consonanti con quel suo a priori formale” (Magagnato 1966).

line

Attirato dalla luce e dai caratteristici contrasti di tono ho lavorato in vari luoghi del bacino del Mediterraneo, […] ma anche in contrade nostrane come le vallate dolomitiche e le sponde del Garda, un tempo palestra dei pittori locali. Nello stesso tempo ho proseguito gli studi sulla natura morta che rappresenta l’anticamera della decorazione, con esercizi di sintesi tra registrazione cromatica e ritmica, spaziale sulla scia dei miei lavori d’esordio.

Francesco Arduini, 2004
Torna su