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Festival del Gioco a Dolcè

festival del gioco dolce

Il PalaDolcè ospiterà il 18 e 19 aprile 2026 il Festival del Gioco, una manifestazione che celebra l’universo ludico in ogni sua forma, offrendo un programma ricco e variegato per famiglie, appassionati e curiosi.

L’evento propone un’esperienza a 360 gradi che spazia dai classici giochi da tavolo ai tornei competitivi, senza dimenticare l’animazione itinerante del Ludobus.

Tra le novità della quarta edizione del Festival del Gioco a Dolcè due grandi giochi dedicati alla fascia d’età 16-23 anni, il Lasertag, una sorta di rubabandiera elettronico che animerà la piazza principale. Ma anche la fascia d’età precedente, 6-12 e 12-18, vivrà le meravigliose avventure LARP-Live Action Role Playng, straordinario gioco di ruolo in cui ciascuno veste i panni del personaggio di fantasia preferito all’interno di una storia originale.

In un’epoca di paure e isolamento, un invito a riappropriarci della città: il gioco torna ad essere collante, spensieratezza e relazione, stimolo educativo per i più piccoli e persino strumento di benessere. I dati dicono che sono in costante aumento i giochi in scatola (720 nuove uscite all’anno) e che crescono le associazioni che organizzano party game. E a Verona, in Valdadige, per il quarto anno consecutivo l’associazione Eclettica insieme alla cooperativa Hermete, e con il sostegno dei Comuni di Dolcè e Brentino Belluno, organizzano il Festival del Gioco, il 18 e 19 aprile, due intere giornate al Paladolcè, più ricche che mai, con accesso gratuito e interamente gratuite. 

Proprio con l’intenzione di dare più spazio e giochi a ciascuno, i bambini 0-6 anni troveranno laboratori, esperienze di motricità, giochi e animazione negli spazi del Policaffè con, subito all’esterno, i Ludobus (che compiono vent’anni di successi) e il nuovo Meravigliabus carico di oggetti misteriosi, i tornei di bocce e di freccette. Mentre nel campo sportivo ci si potrà sfidare ininterottamente a Kubb, il gioco dei vichinghi di cui la prima nazionale, già sesta ai Mondiali, è nata proprio a Dolcè.

Un’altra novità arriva addirittura da Cagliari ed è l’associazione Feudalesimo e Libertà, satirica rivisitazione dell’epoca medievale ma anche portatrice di un divertentissimo gioco “1347, l’anno della Peste” dove lo scopo sarà trovare la cura per la salvezza.

Con un occhio alle ultime tendenze, saranno ospiti gli incredibili giocatori dell’Ordo Scaligero con le miniature in 3D dei Goblin contro gli Orchi per i ragazzi 11-18, e un’infinita scelta giochi da tavolo della Bottega di Hermete da godersi ai tavoli del PalaDolcè. 

PalaDolcè che offrirà anche quest’anno tornei a Risiko, dimostrazioni di robotica, i videocabinati, gli appuntamenti con le associazioni di gioco, stand gastronomici e musica. 

Ormai si tratta di un appuntamento atteso – spiega Filippo Gamberoni presidente di Eclettica – anche dalle associazioni che di anno in anno aderiscono sempre più numerose. Un segnale che la cultura del gioco è in grande ascesa. Grazie alle amministrazioni di Dolcè e Brentino Belluno che credono in questo progetto, dedicheremo ancora più spazio al gioco libero e in movimento, alle sfide di gruppo, invadendo con allegria campo sportivo, strade e la piazza di Dolcè. Proprio perché il gioco sia protagonista assoluto”. 

Giampietro Emanuelli, assessore di Dolcè: “È per noi motivo di grande orgoglio potere offrire da quattro anni, su un territorio così bello, e geograficamente il più distante dai centri del divertimento commerciale, un’opportunità così ricca e gratuita, e soprattutto accessibile a tutti”. 

Massimo Zanga, sindaco di Brentino Belluno: Siamo fin dall’inizio co-promotori del Festival del Gioco in Valdadige e lieti di ospitare la prossima edizione sul nostro territorio comunale con il coinvolgimento attivo della comunità, perché si moltiplichino i luoghi e le occasioni di incontro per le nostre famiglie”.

 “Ieri come oggi – raccontaSimone Perina, presidente di Hermete coop. – c’è bisogno di vivere in spensieratezza e libertà, e il gioco è qualcosa che fa stare bene, che non richiede strutture o competenze, e consente di entrare in relazione con i coetanei lì dove ci si trova. Imparare facendo, essenzialmente in strada, cioè nello spazio di tutti”.

Programma e informazioni:

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